Il superbollo torna a far discutere tra politica e industria, e stavolta a rimettere la questione sul tavolo è stato Matteo Salvini. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha affidato il suo pensiero a un videomessaggio mandato durante l’evento “Le nuove frontiere della mobilità”, organizzato a Roma da ANIASA, l’associazione di Confindustria che raduna il mondo del noleggio e dei servizi legati agli spostamenti.
Nel suo intervento Salvini ha legato il destino della tassazione sulle auto aziendali e sportive alla necessità di dare ossigeno a un comparto giudicato strategico per l’economia del Paese. Il messaggio è chiaro: il dossier sul superbollo non è chiuso, anzi resta in piena fase di valutazione.
Il dossier resta sul tavolo del Governo
Nel videomessaggio il ministro ha confermato che l’esecutivo continua a lavorare sulla revisione del superbollo, quella sovrattassa che da noi colpisce le vetture con potenza oltre i 185 kW, vale a dire più o meno 252 CV. Una tassa aggiuntiva rispetto al bollo ordinario, introdotta diversi anni fa, che ancora oggi pesa sulle tasche di chi guida auto di una certa potenza.
L’obiettivo dichiarato, stando a quanto emerso, sarebbe quello di studiare interventi capaci di alleggerire il carico fiscale su chi possiede veicoli ad alte prestazioni. Salvini ha però inserito il tutto in un ragionamento più largo, sottolineando quanto il settore rappresentato da ANIASA conti per il Paese, anche sul fronte dell’innovazione e della transizione energetica.
L’associazione, guidata dal presidente Italo Folonari, mette insieme le principali realtà del noleggio, del car sharing e dei servizi digitali per la mobilità. Parliamo di settori che oggi gestiscono milioni di veicoli e una fetta sempre più grande di auto ibride ed elettriche.
Tra fisco interno e regole europee
Oltre alla questione fiscale tutta italiana, il ministro ha allargato lo sguardo anche alle politiche europee. E qui non ha risparmiato critiche, prendendo di mira l’impostazione di certe misure legate alla transizione energetica del settore automotive. In particolare ha messo in dubbio alcuni obiettivi ritenuti troppo rigidi per l’elettrificazione delle flotte aziendali e del noleggio, giudicati difficili da rispettare nei tempi previsti e con possibili ricadute pesanti sul piano economico e industriale.
In questo quadro la revisione del superbollo viene presentata come un pezzo di un ragionamento più ampio: rendere il sistema più aderente alle esigenze vere del mercato e alla reale capacità delle imprese di investire. L’idea richiamata da Salvini è quella di una transizione che riesca a mettere d’accordo sostenibilità ambientale ed equilibrio economico, senza forzature che possano frenare il rinnovo del parco auto o penalizzare comparti ritenuti strategici per la mobilità di oggi.