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Battlefield 6, rimborso Steam dopo 470 ore per la modalità Rush

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Un rimborso completo da parte di Steam dopo ben 470 ore di gioco su Battlefield 6 è qualcosa che raramente capita di vedere, eppure è esattamente quello che sarebbe successo a un giocatore rimasto deluso dalla scomparsa improvvisa della modalità Rush dalle opzioni di matchmaking. Electronic Arts ha tolto quella modalità senza avvisare nessuno, e la reazione non si è fatta attendere.

La storia del rimborso record su Steam

A raccontare la vicenda è stato un utente Reddit noto come ExplorEverythingOnce, che ha detto di aver ottenuto un rimborso completo di circa 100 euro per la Phantom Edition di Battlefield 6. Il dettaglio che salta subito all’occhio non è tanto la cifra, quanto le ore accumulate. Parliamo di circa 470 ore, un numero che supera di oltre 230 volte le due ore normalmente previste dalle regole di Valve per avere diritto a un rimborso.

Il giocatore ha spiegato che Rush era la modalità a cui aveva dedicato più tempo in assoluto. Le sue parole sono chiare: “È la modalità nella quale ho trascorso di gran lunga più tempo”. E ha aggiunto un dato che rende tutto ancora più curioso, cioè la sua lunga fedeltà al servizio. Cliente da 22 anni, con 2.500 giochi sull’account, aveva chiesto un rimborso una sola volta prima di questa occasione.

Cosa è successo alla modalità Rush

La modalità Rush è sparita dal matchmaking all’inizio della settimana con la patch 1.4.1.5, un aggiornamento che conteneva soprattutto correzioni minori. Attenzione però, perché non è stata cancellata del tutto. Resta ancora raggiungibile tramite Portal, ma non compare più nel Custom Search. È proprio questo passaggio ad aver reso evidente agli utenti che qualcosa era cambiato.

Per capire il peso della cosa basta ricordare che Rush è una modalità storica della serie, arrivata nel 2008 con Battlefield: Bad Company. Toglierla senza una comunicazione esplicita ha inevitabilmente scatenato le reazioni della community, in particolare tra chi aveva comprato il gioco anche per quella specifica esperienza.

Secondo il racconto dell’utente, il rimborso sarebbe stato concesso dopo aver spiegato all’assistenza che diverse modalità erano state rimosse dal matchmaking senza un avviso adeguato, e a quasi un anno dal lancio. A supporto della richiesta avrebbe fornito la lista ufficiale delle modalità presente sul sito di Battlefield e un aggiornamento della community di EA che confermava la rimozione. L’operatore, sempre stando alla ricostruzione, avrebbe riconosciuto che la situazione non era corretta e avrebbe autorizzato il rimborso integrale dell’acquisto fatto al lancio.

Restano parecchi punti aperti

Non è chiaro se Steam tratterà questo caso come un’eccezione isolata oppure se aprirà la porta a rimborsi simili per altri giocatori di Battlefield 6. La faccenda è resa ancora più singolare dal fatto che, al momento, Rush risulta ancora indicata sul sito ufficiale di EA tra le modalità di gioco disponibili.

Va detto comunque che non si tratta di un precedente assoluto. Valve ha già fatto eccezioni importanti alla propria politica sui rimborsi. Nel 2024, per fare un esempio, aveva ampliato in modo straordinario la possibilità di rimborso per i giocatori di Helldivers 2, dopo le polemiche legate alla scelta di Sony di rendere obbligatorio il collegamento a un account PlayStation Network.

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