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Arrivano brutte notizie da Sucker Punch, lo studio che ha firmato Ghost of Tsushima e Ghost of Yotei: secondo quanto emerso, 26 dipendenti sono stati colpiti da licenziamenti. Una decisione che sorprende, visto che Sony aveva parlato in termini decisamente entusiastici del successo commerciale di Ghost of Yotei e che appena poche settimane fa gli sviluppatori avevano pubblicato Echoes of Sekigahara, un’espansione corposa e molto attesa.
A spiegare la scelta è stata la stessa dirigenza dello studio, con una email inviata al personale. “Dopo aver osservato con attenzione le difficoltà del mercato e aver valutato le esigenze del team per il nostro prossimo progetto, abbiamo deciso di procedere con alcune riduzioni del personale“, si legge nel messaggio. E ancora: “Diverse posizioni all’interno di Sucker Punch verranno eliminate di conseguenza”.
Le parole della dirigenza e i numeri di Ghost of Yotei
Nella comunicazione interna i vertici dello studio ci tengono a sottolineare di non aver preso questa decisione alla leggera. Spiegano di averci dedicato molta attenzione e di essersi impegnati per sostenere i colleghi coinvolti durante questa fase di transizione, nel miglior modo possibile. Ai dipendenti sono stati promessi ulteriori dettagli sul futuro, che dovrebbero arrivare già la prossima settimana.
Il punto è che i risultati raggiunti dal team raccontano tutt’altra storia. Ghost of Yotei ha venduto 3,3 milioni di copie nel primo mese, superando quanto fatto da Ghost of Tsushima nello stesso arco di tempo. Sony non ha perso occasione per vantarsene, affermando che il titolo aveva contribuito in modo significativo ai suoi risultati finanziari del periodo. C’è poi un altro aspetto da non sottovalutare: Sucker Punch è riuscita a realizzare il gioco con un budget nettamente inferiore rispetto a molte altre grandi produzioni PS5 targate PlayStation.
Insomma, un progetto riuscito sotto quasi ogni punto di vista. Vendite solide, costi contenuti, un’accoglienza positiva e un’espansione arrivata da poco sugli scaffali digitali. Eppure tutto questo non è bastato a mettere al riparo una parte della squadra che lo ha reso possibile.
Quando il successo non protegge chi sviluppa
Non è certo la prima volta che il destino di un gioco e quello dei suoi creatori prendono strade diverse. L’industria ha già mostrato più volte quanto poco il successo commerciale di un titolo incida davvero sulla sorte degli sviluppatori, nonostante i grandi publisher tendano spesso a suggerire il contrario. Un esempio clamoroso arriva da Xbox con Hi Fi Rush, uscito nel 2023: l’azienda lo aveva descritto come un successo “in tutte le metriche chiave”, salvo poi chiudere lo studio che lo aveva sviluppato appena un anno dopo.
Quel team, va detto, ha poi avuto una seconda possibilità. E nel caso di Sucker Punch non sembra che lo studio nel suo complesso sia a rischio. Resta però un interrogativo piuttosto pesante per chi lavora nel settore: se nemmeno il plauso della critica e i risultati economici bastano a evitare tagli da parte di colossi come Sony e Microsoft, diventa davvero complicato capire quali siano oggi i criteri a cui gli sviluppatori possono aggrapparsi per sentirsi al sicuro. Per ora i dipendenti dello studio dovranno attendere la comunicazione annunciata dalla dirigenza, con le informazioni sul futuro attese nel corso della prossima settimana. Nel frattempo i 26 licenziamenti sono già una realtà, arrivati a poche settimane dal lancio di Echoes of Sekigahara.
Fonte: TecnoAndroid


