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Il futuro di Star Wars Battlefront 3 sembra ormai deciso e porta la firma di DICE e Respawn. Nel pieno dei licenziamenti in casa Electronic Arts, che hanno coinvolto anche la chiusura di BioWare, il publisher ha confermato che i due studi stanno sviluppando un progetto insieme. Secondo fonti vicine alla vicenda si tratta proprio del nuovo capitolo della saga, una notizia arrivata il 21 ottobre che smentisce le voci circolate nei giorni precedenti su un possibile coinvolgimento di Bungie.
Già il 20 ottobre Joe Brammer, amministratore delegato di Bulkhead Games, lo studio britannico che ha firmato lo sparatutto militare di successo Wardogs, aveva dato la scelta per fatta. Il seguito sarebbe nelle mani della squadra svedese e degli autori di Titanfall e Apex Legends, in una collaborazione decisamente interessante sulla carta.
Star Wars Battlefront 3: la voce su Bungie e i dubbi di Jeff Grubb
Tutto era partito dalla storica rubrica di pettegolezzi Quartermann, tornata in pista con il numero 265 di Electronic Gaming Monthly. Lì si leggeva che Lucasfilm stava cercando attivamente un partner per realizzare il seguito, consapevole di quanto Battlefront 2 continui a godere di una popolarità che altri prodotti legati a Star Wars possono solo sognare. Due grandi studi avrebbero girato attorno al progetto. Il primo era l’ovvio DICE, con l’augurio che avesse imparato la lezione delle loot box. Il secondo, a sorpresa, era Bungie, il team dietro Halo, Destiny e Marathon.
Il giornalista Jeff Grubb aveva accolto con entusiasmo l’idea di un nuovo Battlefront, ricordando che i fan aspettano da tempo e che sarebbe ora di farne un altro. Sulla pista Bungie però era rimasto scettico e convinto che il gioco sarebbe finito a DICE. Pur riconoscendo che il gunplay dello studio sarebbe stato fantastico, aveva sottolineato come la vicenda raccontasse soprattutto un cambiamento dell’industria. Non molti anni fa i vertici di tante aziende ritenevano più efficiente prendere in licenza una proprietà intellettuale piuttosto che crearne una nuova, poi la tendenza si è ribaltata in fretta e oggi si punta su ciò che sembra più sicuro nel momento.
D’altra parte l’ipotesi aveva diversi punti deboli. Bungie appartiene a Sony, quindi un Battlefront firmato da loro avrebbe significato uno studio interno PlayStation al lavoro su un grande sparatutto su licenza Star Wars. La nuova dirigenza aveva inoltre ammesso di aver perso la fiducia dei giocatori e annunciato un piano per ripristinare i contenuti rimossi da Destiny 2 e far evolvere Marathon, che non ha raggiunto il pubblico sperato. Imbarcarsi in un’impresa simile proprio dopo aver promesso di semplificare le priorità sarebbe stato un azzardo, oltre che uno sgarbo verso i fan di Destiny che preferirebbero di gran lunga un Destiny 3.
Il successo inatteso di Battlefront 2
Sulla longevità di Battlefront 2 c’è poco da discutere. Pur senza aggiornamenti da anni, il gioco ha vissuto una rinascita notevole. Su Steam i giocatori contemporanei sono passati da circa 1.000 a 1.500 nell’aprile 2025, fino al record assoluto di 35.892 a giugno 2025, spinti da uno sconto che portava il prezzo a circa 4 euro. Un nuovo picco è arrivato a maggio di quest’anno, quando la media su Steam è più che raddoppiata superando quota 3.300 con punte oltre 9.000. Stando al team del launcher Kyber, realizzato dalla community, all’inizio dello stesso mese il titolo ha toccato oltre 122.000 utenti in contemporanea su tutte le piattaforme.
Eppure un seguito non era mai arrivato. L’esclusiva della licenza Star Wars detenuta da EA, che aveva portato DICE a rilanciare la serie con Star Wars Battlefront nel 2015 e Battlefront 2 nel 2017, ha lasciato spazio a una Lucasfilm che oggi lavora con più editori ed è libera di proporre i propri progetti a chi preferisce. Lo studio svedese restava comunque il candidato naturale, forte del successo di Battlefield 6, e alcuni dei suoi sviluppatori si erano già detti entusiasti all’idea di questo seguito tanto atteso.
Fonte: TecnoAndroid


