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Si chiama D. rex ed è un fungo gigante con una storia che affonda le radici in un passato lontanissimo, circa 65 milioni di anni fa. Il nome richiama apertamente il più famoso predatore della preistoria, e il richiamo ha una sua logica. Quando il T. rex è scomparso, un altro “mostro” ha occupato la scena, anche se di natura completamente diversa. Niente zanne, niente artigli, niente ruggiti. Al loro posto ci sono corpi fruttiferi verticali che figurano tra i più alti del pianeta.
Il dettaglio che lascia davvero a bocca aperta riguarda le dimensioni. Le strutture che questo organismo spinge verso l’alto possono arrivare a mezzo metro di altezza e superare i 2 chilogrammi di peso. Per un fungo sono misure fuori scala. Basta pensare a quelli che normalmente finiscono nel cestino durante una passeggiata nel bosco per capire quanto questo colosso si allontani dall’idea comune di fungo, piccolo e quasi nascosto tra le foglie.
Un gigante che cresce in verticale
Il termine corpo fruttifero può suonare un po’ tecnico, ma indica semplicemente la parte del fungo che emerge e diventa visibile. Nel linguaggio di tutti i giorni è proprio quella che viene chiamata fungo. Nel caso di D. rex questa porzione si sviluppa in altezza e cresce in modo verticale, raggiungendo valori che gli valgono un posto tra i primatisti mondiali. Non si tratta quindi di un esemplare largo o schiacciato al suolo, ma di una struttura slanciata che sale fino a circa cinquanta centimetri.
Anche il peso contribuisce a costruire l’immagine del “gigante fungino”. Oltre 2 chilogrammi per un singolo corpo fruttifero rappresentano una massa notevole, ben lontana da quella dei funghi più conosciuti. È questa combinazione di altezza e peso a giustificare l’etichetta di mostro, scelta in modo volutamente scherzoso per accostarlo al celebre dinosauro. Un mostro innocuo, va detto, ma pur sempre un mostro per stazza.
Il passaggio di consegne con il re dei dinosauri
Il gioco di nomi tra T. rex e D. rex racconta una specie di staffetta. Da un lato c’è il predatore simbolo della preistoria, sparito ormai da tempo. Dall’altro un organismo che, secondo la cronologia indicata, si colloca a circa 65 milioni di anni fa, in quella fase in cui i grandi dinosauri avevano già lasciato il campo. Il titolo che lo accompagna lo descrive proprio così, come il nuovo inquilino arrivato dopo l’uscita di scena del tirannosauro.
L’accostamento funziona soprattutto per l’effetto sorpresa. Il pensiero corre subito a scheletri imponenti e creature feroci, mentre il protagonista è un fungo. Eppure il soprannome di “gigante” non è affatto esagerato se si guarda ai numeri. I suoi corpi fruttiferi verticali possono crescere fino a mezzo metro e pesare più di 2 chilogrammi, misure che lo inseriscono tra i funghi con le strutture fruttifere più alte al mondo.
Fonte: TecnoAndroid


