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SpaceX punta a catturare Super Heavy e Starship nello stesso volo

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SpaceX si prepara a tentare un’impresa mai riuscita prima: recuperare intatte tutte le componenti di un razzo orbitale, cioè sia il booster Super Heavy sia lo stadio superiore di Starship. Se l’operazione andrà a buon fine, ogni elemento potrà essere riutilizzato in più missioni con un salto di efficienza enorme. Nello stesso momento Elon Musk ha voluto chiarire un altro punto che gli sta molto a cuore, ovvero il peso sempre più marginale dei contratti pubblici nei conti dell’azienda. Le due notizie viaggiano in parallelo e raccontano bene la direzione che il gruppo vuole prendere.

Per capire la portata del tentativo bisogna partire dai costi. Oggi il booster Super Heavy, che monta 33 motori Raptor, e lo stadio superiore Starship, con altri 6 Raptor, costano insieme a SpaceX circa 90 milioni di euro. Il solo stadio superiore vale all’incirca 35 milioni. Cifre importanti, che pesano su ogni lancio quando una parte dell’hardware va persa.

La cattura di Super Heavy e Starship nello stesso volo

Musk ha annunciato che durante il prossimo volo l’azienda proverà ad afferrare entrambi i pezzi. Le sue parole sono state piuttosto nette: “SpaceX tenterà di catturare sia il booster Super Heavy sia Starship nel prossimo volo. Se entrambe le operazioni avranno successo, sarà la prima volta che tutte le parti di un razzo orbitale tornano sulla Terra intatte. Questa è la svolta fondamentale necessaria per rendere la vita multiplanetaria“.

Il ragionamento economico dietro questa scommessa è semplice da seguire. Recuperando entrambe le componenti, il costo per singolo lancio potrebbe scendere a una forbice compresa tra circa 2 e 9 milioni di euro, con carburante e manodopera a rappresentare la fetta più consistente della spesa. I costi di produzione infatti verrebbero spalmati su decine di voli. Basta fare due conti per rendersene conto: circa 90 milioni distribuiti su 100 missioni equivalgono più o meno a 900 mila euro di hardware ammortizzato per ciascun lancio. Un cambio di scala che trasformerebbe il razzo in qualcosa di molto più vicino a un mezzo di trasporto riutilizzabile che a un oggetto destinato a essere sacrificato.

I ricavi pubblici in calo e il nodo politico in Texas

L’altra metà della storia riguarda i soldi che arrivano dallo Stato. Musk ha spiegato che i ricavi governativi di SpaceX stanno per diventare una quota quasi simbolica del fatturato complessivo. “Tesla non ha contratti con il governo e il presidente Trump ha eliminato gli incentivi federali per i veicoli elettrici. I contratti di SpaceX con il governo offrono SIA il prodotto migliore SIA il prezzo più basso! Inoltre i ricavi dal governo saranno inferiori al 10% del fatturato di SpaceX in questo trimestre e sotto il 5% tra un anno”. E ha aggiunto, con un tono che non lascia molti dubbi: “Siamo felici di cancellare quelli che il governo non vuole. Basta dirlo!”.

Il messaggio ha un obiettivo preciso. L’imprenditore punta a ridimensionare l’idea che le istituzioni possano esercitare una forte leva politica sulle sue aziende, soprattutto nel caso in cui i Democratici decidessero di adottare misure ritorsive. La questione è diventata centrale dopo la vittoria di Gina Hinojosa nella corsa a governatrice del Texas, uno Stato di importanza cruciale sia per Tesla sia per SpaceX, che ora si ritrova in modo piuttosto insolito guidato dai Democratici.

Tra il partito e Musk i rapporti sono tesi da tempo, e il suo ruolo di primo piano all’interno del Department of Government Efficiency, il cosiddetto DOGE, ha reso il clima ancora più aspro. Qualche segnale di apertura però è arrivato. James Talarico, nuovo senatore eletto del Texas, ha espresso giudizi sorprendentemente positivi su Musk e sulle sue varie attività, lasciando intendere che uno spiraglio per ricucire il rapporto potrebbe ancora esistere.

Fonte: TecnoAndroid

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