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Ogni giorno negli store ufficiali compaiono nuove app false e pericolose, costruite da zero o infettate con l’obiettivo di sottrarre dati sensibili, informazioni personali e dettagli di pagamento a chi le installa sul proprio dispositivo. Il problema riguarda anche i colossi più affidabili come Google e Apple, che pure schierano sistemi di analisi e controlli di sicurezza. I cybercriminali però conoscono bene le regole del gioco e riescono a scavalcarle con strategie insidiose, ritagliandosi un posto tranquillo tra le applicazioni legittime.
Per aiutare gli utenti a orientarsi, gli esperti di Kaspersky, azienda impegnata nel fornire soluzioni per la sicurezza informatica, hanno messo nero su bianco un vademecum con una serie di consigli pratici. L’idea è imparare a distinguere un’applicazione sana da una che sembra innocua solo in apparenza. I ricercatori, del resto, scovano con regolarità software creati per scopi criminali e qualche accorgimento in più al momento del download può fare la differenza. Con un minimo di attenzione chiunque può diventare un piccolo intenditore di applicazioni.
Store ufficiali sì, ma non basta
Il primo suggerimento degli esperti è sempre quello di scaricare e installare applicazioni soltanto dagli store ufficiali. È una buona regola, anche se non mette completamente al riparo dalle app false. Ne riduce la probabilità, questo sì, ma una quota di rischio rimane. Ecco perché Kaspersky ha stilato un elenco di verifiche alla portata di tutti, da fare prima di premere il tasto di installazione.
Si parte dalle recensioni. Una valutazione bassa accompagnata da numerosi reclami è già un campanello d’allarme. Attenzione però anche al caso opposto, perché una pioggia di commenti tutti entusiasti può essere sospetta quanto una serie di giudizi negativi. Chi crea applicazioni fraudolente spesso genera recensioni false proprio per convincere gli utenti a scaricare il proprio prodotto. Poi c’è la questione della forma. Gli sviluppatori seri cercano di evitare errori di battitura e sviste di altro tipo nelle descrizioni delle loro applicazioni, quindi un testo pieno di strafalcioni grammaticali merita senz’altro un secondo sguardo.
Download, sviluppatore e permessi da tenere d’occhio
Un altro indicatore utile è il numero di download. Le app legittime possono contarne milioni o addirittura miliardi. Se un’applicazione che dovrebbe essere popolare si ferma a qualche migliaio di installazioni, è probabile che si tratti di una copia.
Vale la pena anche fare una rapida ricerca sullo sviluppatore. Basta digitarne il nome su Google per raccogliere qualche informazione e capire se ci si trova davanti a un soggetto affidabile oppure no. Da non trascurare nemmeno la data di pubblicazione. Un’app uscita da pochissimo ma con un numero di download molto elevato ha buone probabilità di essere un falso.
Capitolo a parte meritano le autorizzazioni richieste, da esaminare con calma prima di procedere con lo scaricamento. Le app false tendono infatti a chiedere permessi aggiuntivi che non sono strettamente necessari al loro funzionamento. Anche la frequenza di aggiornamento racconta qualcosa. Un’applicazione aggiornata troppo spesso potrebbe nascondere un numero significativo di vulnerabilità della sicurezza. L’ultimo controllo riguarda l’icona. Le versioni contraffatte sfoggiano spesso un’icona molto simile a quella dell’app reale che stanno copiando, un trucco che si vede di frequente nel caso delle imitazioni dei giochi più popolari.
Fonte: TecnoAndroid


