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Con i prezzi dell’hardware schizzati verso l’alto negli ultimi mesi e nessun segnale di miglioramento all’orizzonte, PlayStation 6 e Xbox Project Helix rischiano di costare parecchio più delle console che andranno a sostituire, con stime che parlano di oltre 850 euro. È una prospettiva che sta spingendo non pochi giocatori a guardarsi intorno in cerca di alternative per godersi i titoli in arrivo. Il cloud gaming è una di queste, anche se ha un limite piuttosto noto: funziona davvero bene solo con una connessione internet all’altezza. Proprio su questo punto interviene un nuovo brevetto Sony, che sfrutta l’intelligenza artificiale in modo decisamente ingegnoso.
Sony: un buco nell’immagine, poi ricostruito dall’IA
Il documento, pubblicato il 29 ottobre, descrive alcune tecniche per ridurre la quantità di dati contenuti in un’immagine. Il linguaggio è quello tipico dei brevetti, quindi piuttosto ostico. Si parla di un primo modello che riceve l’immagine, ne rimuove diverse porzioni attraverso un processo di inferenza basato sul machine learning e crea così una serie di “buchi”. In alcuni di questi vengono poi inseriti degli elementi chiamati anchor, cioè ancore che rappresentano i dettagli della porzione eliminata.
Tradotto in parole più semplici, la tecnologia usa un modello di IA per bucare letteralmente la scena di un videogioco trasmesso in streaming, mentre un secondo modello si occupa di ricostruirla in un secondo momento. L’obiettivo è aggirare i problemi legati a una connessione di bassa qualità, latenza compresa.
Scendendo nel dettaglio, tutto parte da una cosiddetta rete di decimazione che lavora dal lato di chi invia il segnale. Questa rete prende l’immagine destinata al giocatore, la divide in una griglia e assegna un punteggio a ogni sezione. Le parti che restano sotto la soglia di 0,4 sono considerate sacrificabili e vengono tagliate. Sul dispositivo che riceve il flusso gira invece una rete di ricostruzione che riempie i vuoti senza che chi gioca si accorga di nulla.
C’è poi un aspetto di flessibilità non da poco. Al sistema si può indicare come input una qualità d’immagine o un livello di compressione desiderato, e in base a questo parametro la rete di decimazione stabilisce quanti buchi praticare nell’immagine e quanti dovranno essere colmati all’arrivo.
Vantaggi, rischi e possibili applicazioni su PlayStation Portal
Le potenzialità per lo streaming dei giochi sono evidenti. Meno dati viaggiano attraverso la rete e più l’esperienza risulta reattiva. Il rovescio della medaglia però esiste. Se la rete di ricostruzione non dovesse comportarsi come previsto potrebbero sorgere problemi seri, perché l’intelligenza artificiale rischierebbe di inventare dettagli che nella scena originale non ci sono mai stati.
Nonostante questi limiti, la soluzione appare promettente quanto altre tecnologie che sfruttano l’IA per migliorare il gameplay. Potrebbe trasformarsi in una porta d’accesso più economica alla nuova generazione di console, un’alternativa concreta per chi non vuole o non può spendere cifre importanti per PlayStation 6. Lo stesso approccio potrebbe dare una mano anche al Remote Play su PlayStation Portal, il dispositivo portatile che si è rivelato ancora più popolare di quanto la stessa Sony avesse previsto.
Non tutti i generi però ne trarrebbero lo stesso beneficio. Negli sparatutto competitivi o nei picchiaduro, dove ogni singolo fotogramma conta, il cambiamento sarebbe minimo. Il discorso cambia per le avventure in singolo che non richiedono riflessi fulminei, dove la tecnologia descritta nel brevetto potrebbe trovare spazio in modo efficace.
Fonte: TecnoAndroid


