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Tra le convinzioni più diffuse nel mondo della tecnologia ce n’è una che resiste da anni. Google Chrome consuma troppa RAM, al punto da mettere in difficoltà anche computer tutt’altro che datati. Ma si tratta davvero di un problema concreto oppure di una delle tante leggende di Internet che passano di bocca in bocca senza che nessuno si fermi a verificarle? Dietro questa fama c’è una verità meno nota di quanto si pensi, e vale la pena guardarla da vicino.
Chi segue anche solo di sfuggita il settore avrà sentito ripetere questa frase decine di volte. Su forum, gruppi social e conversazioni tra amici il browser di Google viene spesso indicato come il principale colpevole quando il PC rallenta, la ventola parte all’improvviso o le finestre iniziano a rispondere con lentezza. L’immagine è quella di un programma affamato di memoria, che si prende tutto lo spazio disponibile e lascia poco o nulla al resto del sistema.
Da dove nasce la fama di Chrome divoratore di memoria
Per capire il fenomeno bisogna partire da un punto semplice. Chrome è uno dei browser più utilizzati al mondo, e proprio questa diffusione lo rende il bersaglio naturale delle lamentele. Più persone lo usano ogni giorno, più aumentano le occasioni per notare un rallentamento e associarlo a lui. Basta aprire il gestore delle attività con una decina di schede attive per vedere comparire una lunga serie di voci legate al programma, e l’effetto visivo fa il resto.
A questo si aggiunge il modo in cui oggi si naviga. Le pagine web non sono più semplici documenti di testo con qualche immagine. Contengono video, animazioni, applicazioni complete che girano direttamente nella finestra del browser. Tutto questo ha un costo in termini di risorse del computer, e quel costo finisce inevitabilmente sotto il nome del programma che fa da contenitore. Chi tiene aperte molte schede contemporaneamente, magari per giornate intere, si ritrova così con un consumo che sembra fuori controllo.
Mito o realtà, la questione della RAM
Qui entra in gioco la parte meno conosciuta della storia. Il fatto che un’applicazione occupi molta RAM non significa automaticamente che stia sprecando qualcosa o che stia danneggiando le prestazioni. La memoria serve proprio a essere usata, e un sistema che la lascia vuota non ne ricava alcun vantaggio particolare. Il vero problema nasce solo quando lo spazio finisce davvero e il computer deve iniziare a fare i salti mortali per gestire tutto.
Ecco perché la domanda se Google Chrome consuma troppa RAM non ha una risposta secca valida per chiunque. Molto dipende dalla quantità di memoria installata sulla macchina, dal numero di schede aperte e dal tipo di siti visitati. Su un portatile con poche risorse anche un utilizzo moderato può farsi sentire. Su un computer più dotato lo stesso comportamento passa del tutto inosservato.
Il dibattito resta quindi aperto tra chi considera il consumo di memoria di Chrome un difetto da correggere e chi lo vede come una conseguenza normale del web moderno. Di sicuro la reputazione del browser come divoratore di RAM è uno dei luoghi comuni più radicati tra gli appassionati di tecnologia, ripetuto così spesso da essere ormai dato per scontato, anche da chi non ha mai controllato quanta memoria il programma occupi davvero sul proprio dispositivo.
Fonte: TecnoAndroid


