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Una frecciatina che sembra indirizzata proprio a Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 arriva da Gerard Williams, cofondatore di NUVIA ed ex dirigente sia di Qualcomm sia di Apple. In un post pubblicato su X, senza mai nominare esplicitamente il chip, Williams ha spiegato che il vero progresso nel mondo dei processori non si misura soltanto nella capacità di spingere le frequenze sempre più in alto. Un messaggio che, considerati i tempi e il contesto, molti hanno letto come una critica velata al nuovo SoC di punta di Qualcomm, progettato per raggiungere i 5 GHz di clock.
Per capire il peso di queste parole bisogna fare un passo indietro. I core Oryon, interamente personalizzati e debuttati con Snapdragon X Elite e Snapdragon 8 Elite, non sarebbero mai esistiti senza l’acquisizione di NUVIA, la società che Williams ha contribuito a fondare. Oggi l’ingegnere non lavora più per il produttore di chipset, ma questo non gli ha impedito di dire la sua su alcuni processori in circolazione.
Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6: il messaggio di Gerard Williams sulle architetture CPU
Williams ha lasciato Qualcomm all’inizio del 2026 dopo quattro anni di permanenza, e non è escluso che la separazione non sia avvenuta nel migliore dei modi. Il suo intervento su X ha tutta l’aria di un colpo diretto all’ex datore di lavoro. Secondo l’ingegnere, le scelte architetturali fatte oggi determinano il margine di prestazioni disponibile domani. Ha poi aggiunto che “il vero progresso non consiste solo nello spingere le frequenze più in alto o nel consumare più energia, ma nel fare i giusti compromessi”.
In un secondo messaggio è andato ancora più a fondo, sostenendo che “le grandi architetture CPU producono più lavoro per ciclo di clock e per watt, creando allo stesso tempo spazio per crescere da una generazione all’altra”. Tradotto in parole semplici, l’efficienza conta più della velocità pura. Ed è qui che il riferimento al nuovo chip di Qualcomm diventa difficile da ignorare.
Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 tra 5 GHz e voci di surriscaldamento
Con Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 l’azienda di San Diego ha adottato il più recente processo produttivo a 2 nm di TSMC e ha portato sul mercato il primo chip per smartphone del settore capace di toccare i 5 GHz. Un traguardo ambizioso, che però avrebbe messo Qualcomm in una posizione piuttosto scomoda. Puntare su frequenze e limiti di consumo così elevati avrebbe infatti generato seri problemi di surriscaldamento e di throttling, almeno stando ai test interni condotti da Samsung.
Don McGuire, Chief Marketing Officer di Qualcomm, ha smentito queste indiscrezioni. Nel frattempo un altro report ha sostenuto che Exynos 2700 sarebbe più veloce del 20% rispetto al rivale nei test su CPU e GPU, anche in questo caso sulla base di prove interne mai confermate ufficialmente.
Va detto che il post di Williams non conferma nulla sul processore e potrebbe anche essere una semplice riflessione generale sulla progettazione delle CPU. Il momento scelto per pubblicarlo, però, non passa inosservato. Il messaggio è comparso poco dopo che Qualcomm aveva dovuto fare i conti con le voci sul surriscaldamento di Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6, con i numeri interni particolarmente lusinghieri di un concorrente e con una serie di licenziamenti. Finché i dispositivi commerciali non arriveranno nelle mani di recensori indipendenti, le affermazioni di entrambe le parti vanno prese con la dovuta cautela.
Fonte: TecnoAndroid


