Chi cerca uno smartphone di fascia media per giocare avrà presto una ragione in più per sorridere, perché il nuovo Snapdragon 4 Gen 6 promette un’esperienza videoludica decisamente più fluida rispetto a quanto siamo abituati a vedere su questo tipo di telefoni. Il chip non è ancora ufficiale, ma le fughe di notizie sono già piuttosto dettagliate e puntano dritto a un miglioramento importante sul fronte grafico. Insomma, i dispositivi accessibili stanno per fare un piccolo salto di qualità.
Il pezzo forte, come spesso accade, è il chiamato SM4875, che va a raccogliere l’eredità dello Snapdragon 4 Gen 5, uscito da non molto tempo. Qualcomm sembra fare sul serio, anche se la parte della CPU resta praticamente invariata. La configurazione dei core è la stessa del predecessore, con due core prestazionali Kryo Gold basati su Cortex-A78, ciascuno con 256 KB di cache L2, e sei core efficienti Kryo Silver basati su Cortex-A55, ognuno con 64 KB di cache L2. Tutti e otto condividono poi una cache L3 da 1 MB.
La logica è quella di sempre. I due core Cortex-A78 pensano ai compiti pesanti, come i giochi e l’apertura delle app, mentre i sei Cortex-A55 si occupano delle attività più leggere per risparmiare batteria. La cache L3 condivisa, invece, aiuta il processore a recuperare più in fretta i dati usati di frequente.
Grafica, memoria e sicurezza: dove cambia davvero tutto
Il vero cuore della novità sta nella GPU. Si passa dalla serie Adreno 4 alla serie Adreno 6, e qui il divario dovrebbe farsi sentire con prestazioni di gioco nettamente migliori, grafica più fluida ed elaborazione delle immagini più rapida. Vale la pena ricordare che Qualcomm aveva già dichiarato un miglioramento del 77 per cento sulla grafica passando allo Snapdragon 4 Gen 5, e questo nuovo processore grafico dovrebbe spingere ancora più in alto l’asticella.
Anche il processo produttivo resta lo stesso, cioè i 4 nanometri di TSMC. Aspettiamo tutti l’adozione su larga scala del silicio a 2 nanometri, dove più il numero è piccolo più il chip è avanzato, ma i 4 nanometri restano un’ottima base, con buona efficienza energetica e una gestione del calore che non delude.
C’è poi il capitolo memoria, altro punto che fa la differenza. Al posto del solo supporto per le LPDDR4X, il nuovo chip aggiunge la memoria LPDDR5 dual-channel fino a 3.200 MHz, mantenendo comunque la compatibilità con le LPDDR4X per i modelli più economici. Le LPDDR5 offrono una banda maggiore, e questo si traduce in multitasking, caricamento delle app e sessioni di gioco più scorrevoli.
Sul fronte della sicurezza arrivano diverse migliorie. C’è l’autenticazione delle immagini basata su ECC hardware, che verifica che il software non sia stato manomesso prima del caricamento, poi il supporto Widevine L1, che sblocca lo streaming in HD su servizi come Netflix, e infine un Trust Management Engine aggiornato, pensato per custodire in modo sicuro le chiavi di crittografia e altre informazioni delicate.