Chi avrebbe scommesso che dietro i nuovi occhiali AR pronti per il preordine ci fosse proprio Snap, la stessa azienda di Snapchat. Eppure è andata così. Con un deposito rimborsabile di circa 185 euro è già possibile mettere da parte un paio di SPECS, i nuovi occhiali per la realtà aumentata pensati stavolta per il grande pubblico e non solo per gli sviluppatori. Le spedizioni sono attese per l’autunno.
Vale la pena ricordare da dove arriva Snap nel mondo degli indossabili. All’inizio c’erano gli Spectacles, occhiali capaci di registrare brevi clip video da trenta secondi al massimo, dieci secondi alla volta. Costavano poco più di 120 euro e venivano venduti tramite distributori automatici, piazzati per la prima volta sulle spiagge della California. Una trovata curiosa, in linea con lo spirito un po’ giocoso del marchio.
La seconda generazione, arrivata nel 2018, aggiungeva resistenza all’acqua ed era più sottile del 30 per cento. Audio migliore, video in HD di qualità superiore e una custodia di ricarica capace di garantire fino a quattro ricariche complete. Poi è toccato alla quinta generazione, presentata a settembre 2024, riservata però agli sviluppatori e basata su SnapOS con un campo visivo di 46 gradi.
Cosa offrono davvero i nuovi SPECS
Adesso il salto. Snap torna sul mercato consumer con la sesta generazione di smart glasses, chiamati appunto SPECS. Il cuore della proposta è il display in realtà aumentata, che permette di vedere immagini generate dal computer sovrapposte al mondo reale attraverso le lenti. L’azienda li descrive come un computer indossabile costruito dentro occhiali trasparenti.
Il preordine è già aperto su SPECS.COM al prezzo di circa 2.030 euro, con il deposito rimborsabile di 185 euro di cui sopra. Le prime consegne riguarderanno Stati Uniti, Regno Unito e Francia. Ci sono due varianti, una da 47 mm che pesa 132 grammi e una da 52 mm che arriva a 136 grammi. Il display, una tecnologia proprietaria chiamata liquid crystal on silicon, offre un campo visivo di 51 gradi e può riprodurre 16 milioni di colori. Per dare un’idea, è come avere davanti uno schermo da 24 pollici per lavorare oppure un cinema casalingo da 115 pollici a poco più di tre metri di distanza.
Sul sito è disponibile una prova virtuale che mostra come si starebbe indossando gli occhiali, con la possibilità di confrontare la versione da 47 mm e quella da 52 mm. Per chi porta gli occhiali da vista ci sono inserti rimovibili che coprono una vasta gamma di gradazioni.
Intelligenza artificiale, autonomia e privacy
A muovere il tutto ci sono due processori Snapdragon, uno dedicato alla visione artificiale e uno per gli effetti chiamati Lenses, le funzioni AR che cambiano l’aspetto o l’ambiente in tempo reale aggiungendo animazioni, effetti 3D e filtri a foto e video. Sul fronte autonomia si parla di quattro ore di uso misto, che comprende audio, video, Lenses, notifiche Bluetooth e funzioni di intelligenza artificiale. La custodia inclusa ricarica gli occhiali fino a quattro volte, portando l’autonomia complessiva a venti ore.
Evan Spiegel, cofondatore e amministratore delegato di Snap, spiega la sua visione con poche parole. Con SPECS l’intelligenza artificiale non resta chiusa in una chat, ma diventa qualcosa che vede ciò che vedi, capisce cosa stai cercando di fare e ti aiuta sul momento.
La privacy è stata messa al centro. Una spia LED segnala quando la fotocamera è attiva e gli occhiali chiedono il permesso prima di accedere a informazioni private. La priorità è l’elaborazione dei dati direttamente sul dispositivo. Spiegel non gira intorno al concetto, gli SPECS funzionano solo se le persone si fidano, e la privacy va costruita fin dall’inizio.
Lo scorso aprile Spiegel, ospite del podcast Founders, aveva raccontato dei suoi eroi tecnologici, Steve Jobs di Apple ed Edwin Land di Polaroid, anticipando di due mesi proprio gli occhiali AR. Oggi il principale rivale degli SPECS sono i Meta Ray-Ban Display, che usano un display sulla lente destra per sovrapporre informazioni digitali alla realtà. Per Spiegel gli SPECS sono gli occhiali AR più capaci e più indossabili mai costruiti.