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Il mercato degli smartphone pieghevoli sembra pronto a rimettersi in moto dopo un periodo tutt’altro che brillante, con stime che parlano di oltre 22 milioni di unità spedite nel corso di quest’anno. A dirlo sono le previsioni di Omdia, che tracciano una curva in salita fino a circa 36 milioni di pezzi nel 2028, quasi il doppio dei 18,2 milioni registrati nel 2025. Numeri che, letti di fila, raccontano una categoria che ha attraversato una fase difficile e che ora prova a rialzare la testa.
La spinta arriverebbe soprattutto da una nuova generazione di dispositivi con il cosiddetto design a passaporto, cioè più larghi e meno allungati rispetto ai foldable a cui il pubblico si è abituato. Un formato che cambia parecchio l’esperienza d’uso, perché lo schermo esterno smette di essere una striscia stretta e diventa qualcosa di realmente utilizzabile anche da chiuso. Omdia indica come primi esempi Huawei Pura X Max, presentato a maggio, e Galaxy Z Fold 8, arrivato sul mercato nelle scorse settimane. L’aspettativa è che altri produttori seguano la stessa strada.
I numeri raccontano una frenata, poi la ripartenza
Nel corso dell’anno passato sono stati spediti 18,2 milioni di foldable, con una crescita del 6% rispetto al 2024. Un progresso modesto, ma pur sempre un progresso. La prima metà del 2026, invece, è andata parecchio peggio: 5,1 milioni di unità, in calo del 21,6% su base annua. Il colpo più duro l’hanno incassato i modelli flip, quelli a conchiglia, crollati del 47%. Meglio i dispositivi a libro, che hanno tenuto botta e rappresentato il 69% delle spedizioni totali.
La classifica dei produttori dice molto su chi comanda in questo segmento. Huawei domina con il 57% delle spedizioni mondiali, staccando nettamente Samsung, ferma al 18%. Dietro si piazzano Honor con il 9%, Oppo con il 7% e vivo con il 6%. In pratica due sole aziende si spartiscono tre quarti dell’intero mercato, una concentrazione che difficilmente si trova altrove nel mondo della telefonia.
Le proiezioni fino al 2030 e il possibile ingresso di Apple
Guardando avanti, le stime parlano di oltre 22 milioni di unità nel 2026, circa 29 milioni nel 2027 e 36 milioni nel 2028. La crescita proseguirebbe poi con più di 42 milioni nel 2029 e circa 45 milioni nel 2030. Una progressione costante, che presuppone però prezzi più accessibili e un’offerta capace di convincere chi finora ha guardato ai pieghevoli con curiosità ma senza aprire il portafoglio.
C’è poi un fattore che nelle proiezioni di Omdia non compare, semplicemente perché ancora non esiste ufficialmente. Le indiscrezioni parlano di un primo iPhone pieghevole che Apple potrebbe presentare già a settembre. Anche in quel caso si tratterebbe di un formato a libro piuttosto largo, in linea con la direzione presa da Huawei e Samsung sui modelli più recenti. Un eventuale ingresso di Cupertino nella categoria avrebbe un peso specifico enorme, sia in termini di volumi sia per l’effetto trascinamento sul resto del comparto.










