Con il caldo che morde e il surriscaldamento dello smartphone sempre dietro l’angolo, la prima cosa da capire è che un telefono bollente non è solo fastidioso da tenere in mano. È un problema che tocca il corretto funzionamento e l’integrità delle componenti interne, quindi vale la pena prenderlo sul serio. Che il dispositivo si scaldi durante l’uso è del tutto normale, sia chiaro. Processore, antenne e sensori della fotocamera lavorano, elaborano dati e nel farlo generano calore. Non è quindi qualcosa da eliminare a tutti i costi, ma da tenere sotto controllo entro certi limiti di sicurezza.
Il campanello d’allarme suona quando la temperatura sale oltre il normale. E in questo periodo, con l’ondata di calore che sta attraversando mezza Europa, la faccenda si complica parecchio. I dispositivi finiscono esposti a temperature ben superiori ai 35°C, che è più o meno la soglia massima indicata dai produttori per un utilizzo ottimale. Superata quella linea, il telefono inizia a soffrire. La strada da percorrere è una sola, ottimizzare le prestazioni in modo che i componenti interni restino entro parametri termici accettabili. Google, per esempio, parla di una gestione proattiva del problema, appoggiandosi a strumenti integrati che monitorano lo stato termico del telefono. Nella maggior parte dei casi, però, bastano pochi accorgimenti pratici per evitare guai seri.
Cosa manda in tilt la temperatura del telefono
Uno smartphone usato in un ambiente già caldo di suo tende inevitabilmente a scaldarsi più in fretta. È una questione fisica, niente di più. Le cause che concorrono al surriscaldamento possono essere diverse e spesso si sommano tra loro, peggiorando la situazione proprio nei momenti meno opportuni, magari quando serve il navigatore sotto il sole o durante una lunga sessione di foto e video in spiaggia.
Tra i fattori che pesano di più c’è ovviamente l’esposizione diretta ai raggi solari, che trasforma il retro del telefono in una piastra rovente nel giro di pochi minuti. Poi ci sono le attività che mettono sotto sforzo il processore, come i giochi pesanti, lo streaming prolungato o la ricarica mentre si usa il dispositivo. Anche lasciare il telefono in auto, sotto il parabrezza, è una delle abitudini più rischiose in assoluto. Le temperature all’interno dell’abitacolo salgono in modo impressionante e mettono a dura prova la batteria, che è tra le componenti più delicate quando si parla di calore.
La buona notizia è che con qualche attenzione la temperatura resta gestibile. Tenere il dispositivo all’ombra, evitare di caricarlo mentre lo si usa in modo intensivo, chiudere le applicazioni che lavorano in background e togliere la cover nei momenti più critici sono tutti gesti semplici che aiutano a far respirare l’hardware. Nei casi più estremi, quando il telefono raggiunge soglie pericolose, molti modelli attivano da soli una modalità di protezione che riduce le prestazioni o blocca alcune funzioni finché la temperatura non torna nella norma. Un meccanismo che a prima vista può sembrare fastidioso, ma che in realtà serve proprio a salvaguardare la batteria e gli altri componenti da danni permanenti.
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