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Smart glasses, l’Edpb chiede tutele contro registrazioni nascoste

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Gli smart glasses aprono possibilità nuove e spesso utili, ma sul fronte della privacy servono tutele più solide di quelle attuali. È questa la posizione del Comitato europeo per la protezione dei dati (Edpb), che ha adottato una dichiarazione condivisa dalle Autorità europee del settore, Garante italiano compreso. Il nodo principale riguarda la possibilità di registrare immagini e conversazioni senza che le persone coinvolte se ne accorgano.

Secondo il Comitato, il ricorso a questi occhiali intelligenti “può comportare rischi significativi per la protezione dei dati personali” e per questo “occorrono maggiori garanzie per tutelare i diritti e le libertà fondamentali degli individui”. Il testo è stato approvato durante l’ultima riunione plenaria, alla quale per l’Italia hanno partecipato la vicepresidente del Garante Privacy Ginevra Cerrina Feroni e il dirigente Riccardo Acciai. Il documento offre indicazioni preliminari a utenti, produttori e fornitori di servizi, con l’obiettivo di far emergere i potenziali pericoli legati a questi dispositivi.

Ma di cosa si parla esattamente? Gli occhiali smart somigliano a montature comuni e integrano telecamere, microfoni e sistemi di intelligenza artificiale. Permettono di telefonare, tradurre conversazioni in tempo reale, aiutare le persone con disabilità o documentare eventi. Allo stesso tempo possono però consentire registrazioni nascoste, dirette sui social e forme di riconoscimento facciale o vocale. Il rischio cresce parecchio in luoghi delicati come ospedali, scuole, spogliatoi e ambienti di lavoro.

Chi risponde dei dati raccolti dagli occhiali

Uno dei punti centrali della dichiarazione è la distinzione tra i diversi soggetti in gioco. Chi indossa gli occhiali per attività esclusivamente personali o domestiche non ricade nel Gdpr, il Regolamento europeo sulla protezione dei dati. Le cose cambiano quando le immagini finiscono su profili social pubblici o quando i dispositivi vengono usati per lavoro. In quei casi l’utilizzatore può diventare titolare del trattamento, con tutti gli obblighi che ne derivano.

Il discorso vale anche per chi costruisce e distribuisce la tecnologia. Produttori e fornitori di applicazioni o servizi, compresi quelli basati sull’IA, possono essere titolari autonomi oppure contitolari quando decidono finalità e mezzi del trattamento. E qui le Autorità sono piuttosto nette, perché in queste situazioni le aziende non possono scaricare sugli utenti i propri doveri, a cominciare da quelli legati alla trasparenza.

Spie luminose, base giuridica e limiti alla condivisione

Proprio la trasparenza occupa uno spazio importante nel documento. Chi si trova nei paraggi deve poter capire quando viene ripreso o registrato. Per questo il Comitato suggerisce indicatori luminosi e acustici, notifiche di prossimità e caratteristiche che rendano gli smart glasses riconoscibili rispetto ai normali occhiali. Accorgimenti che, sottolinea il testo, devono essere efficaci e difficili da disattivare.

C’è poi la questione della base giuridica, perché ogni trattamento soggetto al Regolamento europeo deve poggiare su un fondamento valido. Il consenso, osservano le Autorità, può essere complicato da ottenere da chi viene ripreso senza saperlo. Il legittimo interesse, invece, richiede una valutazione attenta dei diritti e delle ragionevoli aspettative delle persone interessate.

Per contenere i rischi l’Edpb invita i titolari ad adottare misure tecniche adeguate, sfruttando anche le soluzioni messe a disposizione da produttori e fornitori. Tra queste figurano il limite alle registrazioni continue e ai tempi di conservazione, l’oscuramento dei volti, la pseudonimizzazione dei dati, restrizioni geografiche nei luoghi sensibili e meccanismi capaci di rallentare la condivisione sui social. Un’attenzione particolare va riservata ai minori.

L’European Data Protection Board ricorda infine che l’uso degli smart glasses può essere regolato anche da norme di natura penale, civile e lavoristica, oltre che da altre discipline di settore.

Fonte: TecnoAndroid

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