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Auto ibride, la rivincita: Toyota e BYD aumentano la produzione

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Per anni le auto ibride sono state considerate una semplice tecnologia di passaggio, destinata a cedere il posto alle elettriche nel giro di poco tempo. Le cose sono andate diversamente. Oggi la domanda cresce negli Stati Uniti, in Europa e in vari mercati asiatici, tanto che costruttori storici come Toyota e nuovi protagonisti come BYD stanno aumentando la produzione. Alla base di questa spinta c’è un’esigenza molto concreta. Tanti automobilisti vogliono consumare meno e inquinare meno senza legarsi del tutto alle colonnine di ricarica e senza affrontare il prezzo di un’elettrica pura.

I numeri raccontano bene il fenomeno. Negli Stati Uniti le ibride valevano circa un’auto nuova su sette nel 2025, quando nel 2020 non arrivavano al 3%. In Spagna sfioravano la metà delle consegne e in Giappone andavano oltre il 50%. Secondo alcune stime di settore, entro il 2030 questa tecnologia potrebbe coprire fino al 40% della produzione automobilistica mondiale. È una prospettiva che ridimensiona parecchio l’idea di un passaggio rapido e lineare verso l’elettrico puro.

Toyota apre la strada, i cinesi accelerano

Il punto di forza delle vetture ibride è soprattutto pratico. Consumano meno di molte auto tradizionali, garantiscono autonomie elevate e non hanno necessariamente bisogno di una presa esterna. Per le case automobilistiche, poi, possono assicurare margini interessanti e permettono di rispondere alla domanda senza dover abbandonare subito i motori a combustione.

Il simbolo di questa rivincita è Toyota, che ha puntato sull’ibrido quando buona parte dell’industria guardava da un’altra parte. Prius, arrivata alla fine degli anni Novanta, ha reso popolare una tecnologia che oggi sta al centro della gamma del gruppo giapponese. Negli Usa la richiesta di RAV4 in versione ibrida è così forte da sostenere perfino il mercato dell’usato. La nuova generazione del SUV, la cui produzione è partita nel Kentucky il 22 giugno, viene offerta soltanto con motorizzazioni ibride. Nel frattempo il costruttore lavora a sistemi più compatti ed efficienti, con meno peso e un minore impiego di materiali.

La vera novità però è che la partita non riguarda più solo i giapponesi. BYD e altri marchi cinesi stanno portando i loro modelli su nuovi mercati grazie a prezzi competitivi e a una gamma sempre più ampia, capace di unire motore termico ed elettrico. In Messico le vendite di ibride sono cresciute del 44% tra gennaio e giugno 2026, molto più del mercato nel suo complesso. Anche in India si preparano investimenti e nuovi lanci, con gruppi cinesi e internazionali che affiancano Toyota, Maruti Suzuki e Honda nell’ampliare l’offerta.

Perché in Europa la questione è diventata politica

È in Europa che il successo delle ibride cinesi assume il peso maggiore, sul piano industriale e su quello politico. Dopo i dazi europei introdotti nel 2024 sulle elettriche a batteria prodotte in Cina, i costruttori di Pechino hanno continuato a crescere anche attraverso modelli ibridi, che quelle misure non colpiscono. Le vendite nell’Unione europea di ibride tradizionali fabbricate in Cina sono passate da appena 659 unità nel 2022 a 160.662 nei primi sette mesi del 2026. Nello stesso arco di tempo le ibride plug in cinesi hanno toccato quota 217.764, contro le 56.706 dell’intero 2022.

Una crescita del genere ha messo in allarme i costruttori europei, che temono di perdere terreno anche in un segmento a lungo considerato un punto di forza dell’industria del continente. Per i marchi cinesi questi modelli sono un’occasione per espandersi all’estero, mentre per Bruxelles rappresentano una nuova sfida alla competitività. Il tema è così arrivato sul tavolo diplomatico. Nei giorni scorsi Unione europea e Cina hanno raggiunto un’intesa per moderare le esportazioni cinesi di ibride e plug in verso il mercato comunitario, con una possibile riduzione di diversi milioni di vetture nell’arco di quattro anni. Le modalità di attuazione dell’accordo devono ancora essere definite, ma la competizione commerciale ormai non si gioca più soltanto sulle auto elettriche a batteria.

Fonte: TecnoAndroid

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