Lo Skyranger 30 sarà uno dei protagonisti di Eurosatory 2026, la grande fiera parigina dedicata a sicurezza e difesa, dove l’azienda tedesca Rheinmetall porterà il suo sistema mobile pensato per rispondere alle minacce che stanno cambiando il volto dei campi di battaglia. Parliamo di droni, sistemi aerei senza pilota e munizioni circuitanti, una categoria di pericoli che fino a pochi anni fa veniva sottovalutata e che oggi invece tiene in apprensione gli eserciti di mezzo mondo. Non è un progetto nato dal nulla, va detto subito. È più che altro un’evoluzione, costruita su basi già solide.
La piattaforma poggia infatti sul veicolo da combattimento Lynx KF41, e da lì parte tutta la logica progettuale. L’idea è semplice da raccontare ma complicata da realizzare, trovare il giusto equilibrio tra mobilità, protezione e capacità di colpire. Una versatilità che, a quanto pare, ha già fatto gola a parecchi Paesi dell’Unione Europea e della NATO. Del resto i recenti conflitti, quello ucraino su tutti, hanno insegnato che la difesa a corto raggio non è più un dettaglio secondario. È diventata una priorità, e molti stati lo hanno capito sulla propria pelle.
Cannone, missili e radar a 360 gradi
Il cuore del sistema è il cannone revolver KCE da 30 x 173 mm, in grado di raggiungere bersagli fino a circa 3 chilometri di distanza. Qui entra in gioco un dettaglio interessante, l’uso di munizioni programmabili che esplodono direttamente in aria. Una soluzione che alza parecchio l’efficacia contro i micro droni, quei piccoli velivoli fastidiosi e quasi impossibili da abbattere con i sistemi di una volta. E non finisce qui, perché allo Skyranger 30 si possono affiancare anche missili per la difesa aerea a corto raggio, allargando ancora di più la lista di cosa può essere colpito.
Elicotteri, velivoli, missili da crociera e droni di dimensioni maggiori rientrano tutti nel raggio d’azione, grazie a una configurazione che mette insieme strumenti di intercettazione diversi. Per quanto riguarda la parte di scoperta e tracciamento, il sistema si affida a radar di ricerca integrati e sensori elettro ottici che assicurano una copertura completa, a 360 gradi. Questo consente allo Skyranger 30 di lavorare in totale autonomia oppure di inserirsi in una rete di difesa più ampia, scambiando dati con le altre piattaforme presenti sul campo.