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Sistema Solare, anche Giove potrebbe sparire prima del previsto

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Per decenni l’astronomia ha dato per scontato che i pianeti giganti gassosi, Giove in testa, sarebbero sopravvissuti senza troppi problemi ai primi sussulti della morte del Sole. Un nuovo studio rimette tutto in discussione. È vero che questi colossi resisteranno un po’ più a lungo dei pianeti interni, ma la loro tenuta sarebbe stata ampiamente sopravvalutata. Secondo le nuove stime, l’intero Sistema Solare potrebbe soccombere alla fine della nostra stella in meno di 10 miliardi di anni. Un tempo enorme, certo, eppure decisamente più breve di quanto si pensasse finora.

Come muore una stella come il Sole

Come accade a tutte le stelle, anche il Sole prima o poi esaurirà il combustibile che lo tiene acceso e si spegnerà, attraversando diverse fasi. Oggi si trova nella cosiddetta sequenza principale, durante la quale fonde nuclei di idrogeno trasformandoli in nuclei di elio e liberando energia. In questo periodo due forze restano in equilibrio. Da una parte c’è la gravità, che spinge tutta la materia verso l’interno. Dall’altra agisce la pressione termica generata dalla fusione nel nucleo, che invece spinge verso l’esterno.

Quando l’idrogeno nel nucleo si sarà consumato del tutto, quell’equilibrio salterà. La gravità avrà la meglio sulla pressione del gas e il nucleo comincerà a comprimersi, scaldandosi a tal punto da accendere l’idrogeno rimasto inattivo negli strati più esterni. Poco dopo, per lo stesso motivo, anche l’elio accumulato al centro inizierà a fondersi e diventerà un nuovo carburante. Tutto questo, che per il Sole avverrà tra circa 5 miliardi di anni, porterà la stella a gonfiarsi fino a diventare una gigante rossa. A quel punto è lecito aspettarsi che Mercurio e Venere vengano inghiottiti.

Per la Terra la situazione è più incerta e dipende soprattutto dall’influenza delle maree. Avvicinandosi alla fine, il Sole non si limiterà ad espandersi ma perderà anche massa, e con essa parte della sua presa gravitazionale sui pianeti vicini. In teoria il nostro pianeta potrebbe spostarsi su un’orbita più ampia e sfuggire così all’abbraccio della stella in espansione. Se però si considerano gli effetti mareali il quadro cambia. La Terra perderebbe energia orbitale e la sua orbita si restringerebbe, finendo proprio dentro lo spazio destinato a essere distrutto dalla gigante rossa.

Giganti gassosi meno longevi del previsto

Le stime tradizionali assegnavano ai pianeti gassosi almeno 100 miliardi di anni di sopravvivenza prima di fare la stessa fine. Calcoli forse troppo generosi. Un gruppo di scienziati del Caltech ha simulato il futuro del Sole e del Sistema Solare, ottenendo un risultato ben diverso. Quando la stella si espanderà perdendo massa, le orbite dei giganti esterni si allargheranno per via dell’indebolimento gravitazionale, ma la simulazione mostra anche che diventeranno instabili. In parole molto semplici, questi pianeti finirebbero letteralmente sbalzati via. E potrebbe succedere ancora durante la fase di gigante rossa, al massimo un miliardo di anni dopo la scomparsa dei pianeti interni.

Tutti gli studi condotti finora concordano su un punto, ossia che il Sistema Solare morirà dopo che il Sole sarà entrato nelle sue fasi finali. La novità sta nella scala temporale, che questa ricerca riduce drasticamente. Le analisi precedenti collocavano la fine dei pianeti esterni in un futuro lontanissimo, molto più in là dei 13,8 miliardi di anni trascorsi dal Big Bang a oggi. La nuova simulazione indica invece un momento remoto per i tempi umani ma tutt’altro che immenso su scala cosmica, tanto che il nostro sistema planetario non arriverebbe nemmeno a eguagliare l’età dell’Universo.

Fonte: TecnoAndroid

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