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Siri AI parla finalmente spagnolo e porta con sé un modo nuovo di usare l’assistente vocale, frutto della collaborazione tra Apple e Google. Le possibilità sono parecchie e molto concrete: aggiungere eventi al calendario, scrivere e inviare una email, ritrovare una ricetta ricevuta in chat oppure individuare una camicetta indossata in una foto scattata con iPhone anni prima. L’idea di fondo è presentare l’assistente come una sorta di estensione della memoria, pensata per semplificare la vita quotidiana.
La novità è disponibile in lingua spagnola dal 26 ottobre 2026 con l’aggiornamento software 27.2. In America Latina chi possiede un dispositivo compatibile può già provare questa nuova versione, che arriva in fase beta e consente di svolgere attività, cercare informazioni personali e collegare azioni tra diverse applicazioni. Proprio l’accordo con Google ha però sollevato più di un dubbio sui social, soprattutto riguardo alla privacy e all’utilizzo dei dati degli utenti. Su questi temi è intervenuta Lilian Rincón, vicepresidente del Product Marketing dedicato all’intelligenza artificiale di Apple.
Siri AI tra adattamento locale e limiti sui dati personali
In mercati come il Messico WhatsApp occupa un posto centrale nella comunicazione di tutti i giorni, e l’azienda di Cupertino dice di averne tenuto conto. Secondo Rincón Apple conosce le esigenze di ciascun mercato e punta a rendere Siri AI capace di adattarsi al modo in cui le persone usano la tecnologia. L’assistente può aiutare a inviare messaggi attraverso app differenti, a seconda delle necessità, e molto tempo è stato dedicato a comprendere le particolarità di ogni regione. L’obiettivo dichiarato è che Siri risulti utile nella lingua e nel contesto di chi la utilizza.
Il nodo più delicato resta l’accesso a informazioni intime come messaggi, email e fotografie. Sul confine tra un’intelligenza artificiale che aiuta e una che invade la sfera privata, la dirigente sostiene che Apple abbia limiti molto chiari e che la tecnologia debba supportare le persone senza sostituire il valore umano. L’ambizione è creare l’assistente personale più affidabile e utile possibile, e durante la progettazione Siri è stata messa alla prova a lungo per garantirne la sicurezza. Rincón insiste su un punto preciso: l’assistente non cerca di raccogliere sempre più informazioni, perché non è quello lo scopo. Il modello di business di Apple, spiega, non si basa sulla pubblicità ma sulla creazione dei migliori prodotti per gli utenti, ed è questo secondo lei a rendere l’azienda unica.
Dove finisce Gemini e dove comincia Apple Intelligence
Dietro la nuova Siri c’è anche la tecnologia di Google con il suo modello Gemini. Rincón chiarisce che viene sfruttata un’infrastruttura sviluppata insieme a Google per potenziare le capacità dei modelli, mentre l’esperienza resta progettata per integrarsi con Apple Intelligence e con l’intero ecosistema della mela. La riservatezza rimane un elemento cardine dell’architettura: le richieste vengono elaborate sul dispositivo ogni volta che è possibile e, quando serve ricorrere al cloud, entra in gioco il sistema di calcolo privato nel cloud, pensato per proteggere le informazioni personali. I dati trattati in questo modo non vengono archiviati né resi accessibili ad Apple. L’intento è permettere a Siri di sfruttare il contesto personale lasciando all’utente il controllo delle proprie informazioni.
Parlando del potenziale dell’assistente, la manager si è detta entusiasta di portare Siri AI nella sua lingua madre, lo spagnolo. Tra le funzioni più interessanti indica proprio la capacità di fare da memoria aggiuntiva. Negli anni sui dispositivi si accumula una quantità enorme di informazioni e capita di dover ritrovare una vecchia email con la conferma di un hotel, il ristorante consigliato da qualcuno in un messaggio o le foto di un viaggio. Con l’assistente queste ricerche diventano molto più semplici.
Rincón ha poi raccontato di trovare stimolante l’idea di aiutare chi ha molte responsabilità. Da madre e professionista conosce bene la fatica di organizzare calendari, pianificare le vacanze e coordinare impegni diversi, e secondo lei un assistente personale in grado di sbrigare queste incombenze può fare una differenza reale nella vita di tutti i giorni.
Fonte: TecnoAndroid


