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Serie A, la Lega blocca il segnale al pezzotto albanese Tring

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La piattaforma albanese Tring resterà senza il segnale di Serie A e Coppa Italia, perché la Lega ha deciso di chiudere i rubinetti a pochi giorni dal fischio d’inizio del campionato. La comunicazione porta la data di venerdì 14 agosto e mette nero su bianco una posizione piuttosto netta, niente immagini al broadcaster fino a quando non arriveranno garanzie sufficienti sul fronte degli accessi dall’Italia. Il nodo, come era facile intuire, riguarda il modo in cui gli utenti possono collegarsi al servizio.

Il problema tecnico individuato dalla Lega ha un nome preciso e si chiama geoblocking, o meglio la sua assenza. Tring, secondo quanto contestato, non dispone di un sistema capace di filtrare le connessioni provenienti da altri Paesi. Il risultato è che le partite del campionato italiano finiscono visibili anche fuori dai confini albanesi, Italia compresa, e senza che sia necessario ricorrere a scorciatoie tecniche come le VPN, quegli strumenti che mascherano l’indirizzo IP facendolo risultare in un territorio diverso da quello reale. In pratica basta collegarsi, senza alcun tipo di aggiramento.

Perché il blocco territoriale conta così tanto

Chi si occupa di diritti televisivi sa che il valore di un pacchetto sportivo si costruisce sull’esclusiva geografica. Un’emittente compra il diritto di trasmettere in un determinato Paese, non altrove, e la tenuta di quel confine digitale è la condizione che regge tutta l’impalcatura commerciale. Se un abbonamento estero, spesso molto più economico di quelli italiani, diventa accessibile da un salotto di Milano o di Palermo, l’esclusiva perde consistenza e con lei il prezzo che gli operatori nazionali sono disposti a pagare. Da qui la richiesta di un blocco territoriale solido, prima ancora che di sanzioni o cause legali.

La scelta della Lega Serie A è quindi preventiva più che punitiva. Non fornire i segnali significa evitare alla radice che le gare viaggino su un canale privo di filtri, in attesa che il broadcaster albanese dimostri di aver messo in piedi un sistema affidabile. La formula usata nel comunicato è chiara su questo punto, le immagini torneranno a disposizione soltanto quando arriveranno garanzie concrete sulla capacità di impedire la visione dall’Italia.

Sul sito di Tring le partite compaiono ancora

Curiosità che stona con la decisione appena comunicata, sulla homepage del servizio Tring entrambe le competizioni continuano a essere pubblicizzate. Serie A e Coppa Italia restano in vetrina come se nulla fosse cambiato, una situazione che al momento della comunicazione non era stata aggiornata sul fronte della promozione commerciale. Un dettaglio che rischia di creare confusione tra gli abbonati, convinti di aver pagato per un pacchetto che invece, almeno per ora, non potrà essere alimentato dalla Lega.

Il tempismo racconta molto della vicenda. La decisione arriva a ridosso dell’avvio del campionato, con il primo weekend di gare già alle porte, momento in cui il traffico verso qualsiasi canale che trasmetta calcio italiano tocca il massimo. Intervenire adesso significa provare a spegnere la finestra irregolare prima che diventi un’abitudine consolidata per una fetta di spettatori.

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