Lo scioglimento dei ghiacciai ha raggiunto nel 2025 un livello che non si era mai visto prima, e i numeri fanno davvero impressione. Secondo uno studio coordinato dal World Glacier Monitoring Service (WGMS), con il contributo dell’Università di Pisa, i ghiacciai globali hanno perso circa 408 gigatonnellate di massa nel solo 2025. Dal conteggio restano escluse Groenlandia e Antartide, il che rende il dato ancora più significativo: si parla dei ghiacciai “comuni”, quelli sparsi per il pianeta, dalle Alpi alle Ande, dall’Himalaya all’Alaska.
Per capire cosa significhi concretamente una cifra del genere, basta prendere in prestito le parole di Michael Zemp, direttore del WGMS: la perdita annuale di massa dei ghiacciai nel 2025 avrebbe potuto riempire cinque piscine olimpioniche ogni secondo per l’intero anno. È un’immagine potente, quasi difficile da processare. Eppure è esattamente quello che è successo.
Scioglimento dei ghiacciai: un’accelerazione che racconta decenni di cambiamento
Il punto centrale dello studio non è solo il dato del 2025, per quanto impressionante. È la traiettoria. Tra il 1976 e il 1995, la perdita media annua si aggirava intorno alle 100 gigatonnellate. Già un numero importante, certo, ma nulla di paragonabile a quanto accaduto nell’ultimo decennio, dove si è arrivati a quasi 390 gigatonnellate annue. Il salto è enorme, e lo scioglimento dei ghiacciai del 2025 rappresenta il picco di questa accelerazione.
Guardando il quadro complessivo, dal 1975 a oggi la perdita totale ha raggiunto quasi 9.600 gigatonnellate. Un numero che tradotto in effetti concreti significa un contributo significativo all’innalzamento del livello del mare. Solo nel 2025, questa perdita ha fatto salire il livello degli oceani di circa 1,1 millimetri. Può sembrare poco detto così, ma moltiplicato per anni e anni di accumulo, gli effetti sulle coste e sugli ecosistemi marini diventano tutt’altro che trascurabili.
Cosa dicono i dati sullo scioglimento dei ghiacciai a livello globale
Quello che emerge dallo studio è sostanzialmente un fenomeno in piena accelerazione. Non si tratta di una crescita lineare e graduale. Il passaggio da 100 a quasi 390 gigatonnellate annue nel giro di pochi decenni racconta una curva che si è fatta sempre più ripida. E il 2025, con le sue 408 gigatonnellate, segna un record che conferma questa tendenza.
Lo scioglimento dei ghiacciai non è più un problema lontano, confinato a qualche reportage spettacolare girato tra i crepacci alpini. È un processo che ha ricadute dirette sull’innalzamento del livello del mare, sulle riserve idriche di intere regioni e sulla stabilità di ecosistemi che dipendono dall’acqua di fusione. I dati raccolti dal World Glacier Monitoring Service, con il supporto dell’Università di Pisa, offrono una fotografia estremamente chiara di quanto stia accadendo, senza lasciare molto spazio a interpretazioni ottimistiche. Le cinque piscine olimpioniche al secondo restano l’immagine più efficace per dare la misura di una perdita che, almeno per il 2025, non ha precedenti nella storia delle osservazioni.