Per chi sogna di mettere le mani su una nuova scheda grafica, le notizie continuano a essere poco rassicuranti. Le schede video Radeon di AMD potrebbero infatti rincarare di nuovo, e parliamo di un possibile aumento compreso tra il 10 e il 15 per cento. Il tutto nel mezzo di una crisi dei chip di memoria che la corsa all’intelligenza artificiale ha reso ancora più pesante, senza una soluzione all’orizzonte. Secondo quanto trapela dal Giappone, da fonti specializzate del settore, l’aumento potrebbe scattare in un momento ancora non definito della seconda metà dell’anno, quindi grosso modo tra luglio e dicembre.
Conferme ufficiali da parte di AMD non ce ne sono, almeno per ora. Eppure l’indiscrezione regge bene, e non per un solo motivo. C’è la già citata crisi delle memorie, che del resto aveva già spinto i rincari dei mesi scorsi. Poi ci sono le fonderie di TSMC, sempre intasate di lavoro, e non soltanto per via dei chip dedicati all’AI. Aggiungiamo dazi, contro dazi e tensioni geopolitiche di vario genere, e il quadro si fa subito complicato. Alla fine, per un motivo o per l’altro, il mercato delle schede grafiche da gaming naviga in cattive acque praticamente dai tempi della pandemia, e non si intravede nessun ritorno alla normalità.
Prezzi fuori controllo per Radeon RX 9000 e non solo
La fotografia attuale non riguarda soltanto AMD, perché anche NVIDIA si trova nella stessa barca. Le ultime Radeon RX 9000 hanno raramente toccato prezzi pari o inferiori a quelli di listino, eppure sono in commercio da più di un anno. Stando agli ultimi rilevamenti, negli Stati Uniti una RX 9070 XT si trova oggi a uno street price che oscilla tra circa 550 e 640 euro, a fronte di un prezzo di listino di circa 550 euro. E qui ci sarebbe da aprire un capitolo a parte, perché tanto AMD quanto NVIDIA si affidano al meccanismo del prezzo suggerito, l’MSRP, che poi i singoli produttori hanno la facoltà di ritoccare a seconda delle caratteristiche della scheda completa.
Ammesso poi di riuscire davvero a trovarle, queste schede. Anche chi è disposto a pagare più del dovuto si scontra con una disponibilità scarsa e a singhiozzo, per usare un eufemismo. Alcune stime parlano chiaro: le tensioni sulla produzione globale di memoria potrebbero trascinarsi fino al 2028, rendendo improbabile un ritorno rapido a listini più umani. E a questo punto sorge spontaneo un dubbio, ovvero che una volta finita questa crisi ne possa partire un’altra, magari ancora peggiore.
Un mercato che fatica a respirare
Il problema di fondo resta sempre lo stesso, e cioè una crisi dei chip che si alimenta da sola, tra domanda fuori scala per l’intelligenza artificiale e capacità produttiva che non riesce a tenere il passo. Le schede pensate per il gaming finiscono inevitabilmente in fondo alla lista delle priorità, schiacciate da componenti destinati a mercati molto più redditizi. Chi prova a costruire o aggiornare un PC da gioco lo sa bene, e gli ultimi mesi non hanno fatto altro che confermare questa tendenza.
Per AMD, dunque, l’eventuale ritocco verso l’alto dei prezzi delle schede Radeon sarebbe quasi una conseguenza naturale di un contesto fuori dal suo controllo. Materie prime sempre più costose, fonderie sature e listini che continuano a salire da anni. Il tutto in attesa di capire se e quando questo aumento del 10 o 15 per cento diventerà realtà concreta sugli scaffali dei negozi.