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Anche un semplice scanner di codici a barre può trasformarsi in una porta d’ingresso per chi vuole colpire la rete informatica di un magazzino. Sono strumenti che gli addetti impugnano ogni giorno per registrare e smistare le merci, oggetti talmente comuni da passare quasi inosservati. Eppure proprio analizzando le comunicazioni wireless di alcuni modelli i ricercatori di Kaspersky hanno individuato una vulnerabilità capace di mettere a rischio l’intera filiera della logistica. La scoperta è stata presentata al Security Analyst Summit 2026 di Bali, dove gli esperti hanno spiegato come un aggressore, sfruttando questa debolezza, potrebbe arrivare fino ai computer che gestiscono le spedizioni.
Come funzionano gli scanner e dove si nasconde la falla
Per capire il problema bisogna partire dal funzionamento di questi lettori. Nei magazzini vengono di solito collegati senza fili a una stazione base, che a sua volta è connessa a un computer. Ogni volta che l’operatore legge un codice, i dati raggiungono il PC passando proprio dalla base, la quale li trasmette come se fossero stati digitati su una normale tastiera. Un meccanismo semplice e comodo, pensato per far risparmiare tempo a chi lavora tra scaffali e bancali.
Il punto debole sta tutto qui. I ricercatori hanno scoperto che in alcuni dispositivi manca un sistema in grado di verificare l’identità dello scanner che dialoga con la base. In pratica la stazione accetta i dati senza controllare davvero chi li stia inviando. Un malintenzionato può quindi approfittarne per spedire istruzioni al computer, prendendo il posto del lettore usato dall’addetto. Il sistema non distingue tra il dispositivo legittimo e quello dell’intruso, e questo apre scenari tutt’altro che rassicuranti per chi si occupa di sicurezza informatica in ambito industriale.
L’attacco via Bluetooth e i produttori coinvolti
Sfruttare la falla non è comunque possibile da qualsiasi luogo. L’aggressore deve trovarsi entro il raggio d’azione della connessione Bluetooth, quindi fisicamente abbastanza vicino al magazzino o alla postazione presa di mira. Una volta lì, può risalire all’indirizzo della stazione base semplicemente intercettando in modo passivo le comunicazioni wireless. Con quell’informazione in mano diventa possibile trasmettere una sequenza di comandi verso il computer collegato.
Ed è proprio questo l’aspetto più insidioso. Il PC riceve quei comandi come se fossero normali input da tastiera, con il rischio concreto che vengano eseguite operazioni non autorizzate. Nel frattempo l’addetto al magazzino può continuare a fare il proprio lavoro senza notare nulla di strano. Lo scanner che ha in mano funziona regolarmente, le merci vengono registrate come sempre, mentre in parallelo qualcun altro sta impartendo ordini al sistema. Nessun segnale evidente, nessun allarme visibile a chi opera sul posto.
Durante le verifiche questo comportamento è stato riscontrato su dispositivi di diversi produttori, segno che non si tratta di un caso isolato legato a un singolo marchio. Tra le falle documentate dai ricercatori ne figura una che interessa alcune basi per scanner Honeywell con versioni firmware precedenti a quelle correttive. A questa vulnerabilità è stato assegnato un punteggio di gravità CVSS pari a 8,1, un valore che la colloca nella fascia delle minacce considerate elevate.
Fonte: TecnoAndroid


