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Leif Erikson, il cavo Europa-Canada che evita gli Stati Uniti

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Un cavo sottomarino in fibra ottica capace di collegare direttamente l’Europa al Canada senza mai passare per il territorio degli Stati Uniti. È questo l’obiettivo di Bulk Infrastructure, società norvegese che da tempo lavora a un progetto chiamato Leif Erikson e che per portarlo a termine avrebbe bisogno di oltre 620 milioni di dollari, cioè circa 530 milioni di euro. Il problema è sempre lo stesso e l’azienda prova a risolverlo da anni senza grande fortuna, perché manca ancora chi sia disposto a finanziare l’opera. Adesso la strategia cambia e lo sguardo si sposta oltreoceano, verso un investitore canadese pronto ad assumere una quota di maggioranza.

L’idea non è affatto nuova. Il progetto Leif Erikson era stato presentato nel 2021 e a distanza di cinque anni continua a esistere solo sulla carta, proprio perché i finanziamenti necessari non sono mai arrivati. Qualcosa però si è mosso nel frattempo. Le tensioni tra Canada e Stati Uniti hanno modificato il quadro generale e oggi anche le comunicazioni digitali rientrano tra i settori in cui il governo guidato da Mark Carney vorrebbe disporre di più alternative rispetto alle reti del vicino americano. Un contesto del genere potrebbe rendere molto più appetibile un’infrastruttura che permette di scavalcare del tutto il territorio statunitense.

Il percorso dalla Norvegia al Canada sotto l’Atlantico

Il tracciato immaginato da Bulk Infrastructure è piuttosto ambizioso. Il cavo sottomarino attraverserebbe l’Atlantico settentrionale per circa 4.600 chilometri, partendo dalla Norvegia meridionale per approdare a Happy Valley Goose Bay, località che si trova nella provincia canadese di Terranova e Labrador. Lì però il viaggio non finirebbe. Resterebbero infatti altri 1.900 chilometri da coprire via terra attraverso il Quebec, fino a raggiungere Montreal.

Dall’altra parte dell’oceano il collegamento farebbe capo anche al campus N01 della società, situato a Kristiansand, in Norvegia. In pratica la nuova dorsale in fibra ottica unirebbe un polo tecnologico norvegese già esistente con una delle principali città canadesi, creando un ponte diretto tra i due continenti senza alcuna tappa intermedia negli Stati Uniti.

Latenza, clienti e alimentazione da fonti rinnovabili

Il vantaggio principale di Leif Erikson starebbe proprio nella possibilità di far viaggiare il traffico dati direttamente tra Europa e Canada, seguendo una rotta diversa da quelle transatlantiche più battute. Sul fronte della latenza le stime dell’azienda parlano di numeri interessanti. Una comunicazione di andata e ritorno tra il campus norvegese e Happy Valley Goose Bay richiederebbe 46 millisecondi, mentre per arrivare fino a Montreal il tempo salirebbe a 65 millisecondi.

Anche i potenziali clienti sono già stati individuati con una certa precisione. La società intende mettere il collegamento a disposizione degli operatori di telecomunicazioni, dei grandi fornitori di servizi cloud e delle aziende che gestiscono infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale. Si tratta di realtà che hanno bisogno di trasferire enormi quantità di dati con tempi di risposta contenuti, e una latenza ridotta per loro può fare parecchia differenza.

C’è poi il capitolo energetico, tutt’altro che secondario. Norvegia e Canada possono contare su abbondanti risorse rinnovabili e Bulk Infrastructure punta ad alimentare l’intero sistema esclusivamente con energia rinnovabile proveniente da queste fonti.

Fonte: TecnoAndroid

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