Rufus, il draghetto marino che non sapeva nuotare è arrivato nei cinema italiani a giugno 2026 e si è presentato come uno di quei rifugi perfetti per le famiglie durante l’estate, quando trovare un piano da condividere con i più piccoli diventa quasi una missione. Un film d’animazione che parla del vero valore dell’essere diversi, con un protagonista tutt’altro che scontato, una serpente marina che, guarda un po’, non sa nemmeno nuotare.
Che un film d’animazione arrivi in sala d’estate è già di per sé un regalo per i genitori. Soprattutto per quelli che restano a casa e non hanno tre mesi di ferie davanti. In una programmazione che oscilla tra l’horror e i grandi nomi come Christopher Nolan, incontrare titoli pensati per i bambini è una boccata d’aria fresca. E la serpente marina che dà il titolo al film sembra fatta apposta per questo tipo di pubblico.
Una storia sul coraggio di essere diversi
La sinossi ufficiale racconta di una comunità di serpenti marine che vive su un’isola segreta nel cuore dell’oceano, protetta dal fumo magico dello zio Ludovic, metà mostro marino e metà drago. Tra loro c’è il giovane Rufus, che preferisce starsene per conto suo e proprio non riesce a integrarsi, complice il fatto che non sa nuotare. Quando accade un disastro e lo zio Ludovic perde i suoi poteri, tocca proprio a lui farsi avanti e salvare la famiglia. Ma riuscirà a superare la sua paura più profonda?
Dietro la macchina da presa c’è Endre Skandfer, regista norvegese al debutto sul grande schermo. La sua proposta punta a tenere i più piccoli intrattenuti e al fresco per almeno 80 minuti, e diciamocelo, poche cose sono più rinfrescanti di un’avventura sottomarina. Ovviamente la storia nasconde quello che ogni pellicola per bambini dovrebbe mostrare, cioè dei buoni valori. Qui si parla di diversità, di paura e di come possiamo superarla.
Dalla letteratura norvegese al grande schermo
Le parole del regista chiariscono bene il senso del film. La morale non è che devi essere sempre il coraggioso perfetto. Il vero coraggio di Rufus sta nel fatto che ha il terrore dell’acqua eppure decide di agire quando gli altri hanno bisogno di lui. La paura non ti rende debole, anzi, è il motore che ti permette di scoprire la tua resilienza. La forza autentica nasce dalla collaborazione tra chi è diverso, e ognuno ha qualcosa di unico da offrire quando ci si unisce.
Il film adatta con uno stile di animazione 3D e disegni fatti a mano il personaggio di Ruffen, nato nella letteratura per l’infanzia norvegese grazie a Tor Åge Bringsværd e illustrato da Thore Hansen. La critica ha sottolineato che la base letteraria viene mantenuta nell’adattamento, portata però ai tempi moderni e con lo stesso nucleo emotivo di fragilità, immaginazione e apprendimento sociale.
Prima di arrivare in sala, il lungometraggio è passato per il Festival Internazionale del Cinema per Bambini e Pubblico Giovane SCHLiNGEL, dove è stato nominato come Miglior Lungometraggio d’Animazione Internazionale. Un buon biglietto da visita per un film che, tra un’avventura acquatica e una lezione sul coraggio, promette di riempire più di un pomeriggio del fine settimana in famiglia.

