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Quando il WiFi rallenta nella camera in fondo al corridoio o un dispositivo smart continua a disconnettersi, il primo pensiero va quasi sempre al router, considerato troppo debole. In molti casi però il vero colpevole è la posizione del router e non la sua potenza. La tentazione di inseguire le promesse del marketing è forte e c’è chi finisce per spendere centinaia o perfino migliaia di euro in un sistema mesh di fascia alta con più nodi, senza aver mai analizzato l’ambiente in cui la rete deve lavorare.
Il risultato a volte è piuttosto frustrante. I nuovi nodi vengono installati e le stesse ostinate zone d’ombra restano esattamente dov’erano. A quel punto diventa chiaro che il problema non stava nelle capacità dell’hardware ma in un posizionamento fisico sbagliato, con l’apparecchio nascosto dietro una parete in cartongesso, dentro un mobile basso o vicino a ostacoli metallici. Nessun dispositivo costoso riesce a piegare la fisica delle radiofrequenze. Prima di acquistare un sistema mesh nuovo di zecca conviene quindi capire come si propagano le onde radio e spostare il router principale in un punto centrale della casa, una mossa che può eliminare le zone morte senza spendere nulla.
Perché la collocazione conta più delle specifiche
Le prestazioni wireless dipendono dal punto in cui si trova il router molto più che dalle sue caratteristiche tecniche, e tutto si deve alle regole piuttosto spietate delle onde a radiofrequenza. I router domestici trasmettono il segnale in modo omnidirezionale, cioè diffondendolo tutto intorno. Se l’apparecchio finisce dentro un mobile TV basso, dietro una pila di libri o nello sgabuzzino, il segnale si scontra subito con materiali densi come mattoni, cemento, montanti metallici o grandi dispositivi elettronici. Sono tutti ostacoli capaci di bloccare la diffusione delle onde nell’abitazione e di generare ampie aree scoperte.
Nemmeno passare a un modello che lavora su frequenze più alte risolve automaticamente la faccenda. Le bande a 5GHz e 6GHz offrono velocità altissime ma hanno una portata ridotta e faticano parecchio ad attraversare gli oggetti. Se il router resta confinato in una stanza d’angolo, queste onde non riescono a sopravvivere al viaggio verso il lato opposto della casa, ancora meno di quanto accada sulla banda a 2,4GHz.
Quando il mesh ripete una connessione scadente
Davanti a un problema di spazi è facile rispondere comprando altro hardware, magari senza aver verificato gli errori di posizionamento. L’idea di piazzare un nodo mesh nel punto morto sembra sensata, ma il rischio è cadere nel cosiddetto effetto domino del mesh. Succede quando il nodo secondario viene sistemato proprio in mezzo alla zona d’ombra, dove il collegamento di backhaul con il router principale è già debole in partenza.
In questa situazione la rete si limita a ripetere e amplificare un segnale scarso, con latenza elevata e perdita di pacchetti. Smartphone e computer possono mostrare tutte le tacche piene perché sono agganciati al nodo, ma in realtà quel nodo sta ritrasmettendo una connessione povera e il dispositivo non è davvero collegato a internet come dovrebbe. Investire in apparecchi WiFi 6E o WiFi 7 quando il gateway principale sta appoggiato sul pavimento dietro al divano diventa così un grosso spreco di soldi, perché i nodi non potranno mai ripetere un segnale forte che il router di partenza non è in grado di fornire.
Spostare il router come primo passo
Riposizionare il router resta il modo migliore per ottenere la massima copertura. Prima di aggiungere nuovi dispositivi vale la pena studiare la casa e spostare il gateway, rafforzando il segnale in ogni stanza. Il router non andrebbe chiuso in un ripostiglio o nell’angolo dello studio ma collocato in una zona giorno centrale, il più vicino possibile al centro geometrico dell’abitazione compatibilmente con il passaggio dei cavi. Così le onde si diffondono verso l’esterno in modo uniforme e sparisce il problema dell’estremità opposta della casa.
Anche l’altezza fa la sua parte. Sul pavimento i mobili pesanti e le riflessioni degradano il segnale, mentre fissare il router al muro o sistemarlo in verticale su uno scaffale alto può fare una differenza enorme. In molti modelli infatti le onde si propagano verso l’esterno e verso il basso, quindi lasciare l’apparecchio a terra significa spedirne una parte dritta nel pavimento.
Infine è meglio tenere il router lontano da grandi elettrodomestici metallici, specchi, acquari e concentrazioni di cavi elettrici, che si comportano come vere spugne per il segnale. La soluzione ideale è uno spazio aperto con abbastanza margine libero tutto intorno. Un posizionamento corretto è il miglioramento più efficace e a costo zero per la rete di casa, e spesso basta sollevare il router dall’angolo e portarlo in un punto centrale per veder sparire le zone d’ombra senza investire in sistemi mesh da circa 900 euro.
Fonte: TecnoAndroid








