Un robot umanoide che cammina per ore nella neve, con temperature sotto i −47 °C, potrebbe sembrare una scena da film di fantascienza. Invece è ciò che è successo davvero durante un test condotto nella regione di Altay, nello Xinjiang. Protagonista dell’esperimento è G1, il robot sviluppato dalla società cinese Unitree Robotics.
Durante la prova il robot ha affrontato un percorso particolarmente impegnativo, muovendosi su neve e terreno irregolare. In totale ha compiuto circa 130.000 passi, portando a termine una missione che aveva anche un obiettivo simbolico: tracciare sul terreno un grande emblema olimpico lungo circa 185 metri e largo 100 metri.
Il test è servito soprattutto a dimostrare come i robot umanoidi possano operare in condizioni ambientali estreme senza la presenza costante di operatori umani.
Camminata nella neve con sensori e navigazione satellitare
Per affrontare temperature così basse, il robot è stato preparato con alcune protezioni specifiche. Gli ingegneri hanno equipaggiato il G1 con una giacca isolante e rivestimenti in plastica progettati per proteggere componenti delicati come motori, giunti e batterie.
La parte più interessante riguarda però il sistema di navigazione. Durante il test il robot ha utilizzato una combinazione di sensori LiDAR 3D, telecamere di profondità e il sistema satellitare BeiDou, l’alternativa cinese al GPS.
Questi strumenti permettono al robot di analizzare l’ambiente circostante e mantenere l’equilibrio anche su superfici difficili. Il software di pianificazione del percorso, invece, decide in tempo reale come muoversi per evitare ostacoli e adattarsi al terreno.
Il risultato è una camminata continua anche su neve e ghiaccio, senza interventi manuali.
A cosa potrebbero servire robot del genere
Test come questo non sono soltanto dimostrazioni delle tecnologie utilizzate. L’idea è capire se i robot umanoidi possano lavorare in ambienti dove le condizioni sono troppo difficili o pericolose per gli esseri umani.
Tra gli scenari possibili ci sono regioni artiche, magazzini refrigerati, operazioni di soccorso dopo disastri naturali o missioni scientifiche in luoghi remoti. In teoria, con l’equipaggiamento giusto, robot come il G1 potrebbero svolgere attività di monitoraggio o supporto logistico in contesti estremi.
Non è escluso nemmeno un utilizzo più frequente in futuro, come lo sgombero della neve o la manutenzione di infrastrutture in zone molto fredde.
Il G1 è alto circa 1,27 metri e viene venduto a partire da circa 14.000 dollari. Al momento viene utilizzato soprattutto per ricerca e progetti sperimentali, ma l’azienda ha già distribuito diverse migliaia di unità.
Curiosamente la sua altezza ridotta non è casuale. Alcuni studi mostrano infatti che molte persone si sentono a disagio davanti a robot troppo simili agli esseri umani. Un design più compatto e meno “realistico”, invece, tende a risultare più rassicurante.
Dal punto di vista tecnico il robot può avere 23 o 43 motori articolati, a seconda della configurazione. La batteria è sostituibile rapidamente e garantisce circa due ore di autonomia, mentre la velocità massima di camminata arriva a 7,2 km/h.
In altre parole, quasi quanto una persona che cammina a passo molto sostenuto.