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Lasciare lo smartphone in carica tutta la notte spaventa ancora parecchie persone, eppure la ricarica notturna non rappresenta quel pericolo che in tanti immaginano. I telefoni di oggi integrano circuiti dedicati che tengono sotto controllo tensione, corrente e temperatura e che fermano il flusso di energia una volta raggiunto il livello previsto. Apple lo dice chiaramente. Si può caricare iPhone ogni notte senza problemi, perché a carica completata il sistema si ferma e riparte soltanto quando la percentuale scende sotto una certa soglia.
Il rischio della famosa sovraccarica, insomma, non esiste più. Questo però non significa che restare fermi al 100% sia del tutto innocuo. Le batterie agli ioni di litio invecchiano anche quando non vengono usate e uno stato di carica molto alto può aumentare lo stress chimico, in particolare se si somma a temperature elevate.
Perché i telefoni rallentano la ricarica di notte
Per limitare il tempo passato alla carica massima Apple ha introdotto il Caricamento ottimizzato. In pratica iPhone si ferma intorno all’80% e completa il pieno poco prima dell’orario in cui di solito viene staccato dalla presa. Da iPhone 15 in avanti è possibile anche impostare un limite massimo a scelta.
I Pixel seguono una logica molto simile. Quando riconoscono una sessione prolungata o notturna possono raggiungere il 100% solo nell’ultima ora prima dell’utilizzo previsto.
Sui Galaxy aggiornati a One UI 6.1 o versioni successive le modalità a disposizione sono tre. Quella Base interrompe l’alimentazione al 100% e la riattiva al 95%. La Adattiva sfrutta il limite massimo mentre si dorme e porta a termine la ricarica prima del risveglio. La Massima invece blocca in modo stabile il livello raggiungibile.
Tutte queste funzioni dimostrano che stare a lungo al 100% non è un dettaglio trascurabile. La ricarica notturna dello smartphone rimane comunque ragionevolmente sicura, soprattutto se il dispositivo resta fresco, appoggiato su una superficie rigida e con le protezioni software attive.
Il vero nemico della batteria è il calore
Nell’uso di tutti i giorni il fattore più aggressivo è quasi sempre il calore. Gli studi sulle celle agli ioni di litio indicano la temperatura come uno dei principali acceleratori dell’invecchiamento, insieme allo stato di carica e alle abitudini di utilizzo. Non esiste però una percentuale di degrado valida per qualsiasi telefono, dato che materiali, celle e sistemi di gestione cambiano da un modello all’altro.
Apple raccomanda di non usare né caricare iPhone in ambienti oltre i 35 °C. Samsung indica come intervallo ideale quello compreso tra 0 e 35 °C e precisa che usare o ricaricare a lungo il dispositivo a temperature estreme può accelerarne il deterioramento. Quando il telefono scotta troppo entrambi i produttori possono limitare o sospendere per un po’ la ricarica.
Lo scenario peggiore è quello in cui si sommano più fonti di calore. Un telefono lasciato sul cruscotto sotto il sole, collegato al caricatore e impegnato con GPS, rete dati e luminosità al massimo affronta condizioni ben più pesanti di una normale notte in carica.
Anche giocare, registrare video o far girare elaborazioni impegnative col cavo inserito costringe processore, GPU e batteria a lavorare tutti insieme. Su alcuni Galaxy compatibili la funzione Sospendi ricarica USB PD alimenta direttamente il dispositivo durante le sessioni di gioco e aggira la batteria, così da ridurre calore e stress. Servono però un titolo gestito da Game Booster e un alimentatore USB PD compatibile.
Nemmeno la ricarica rapida va considerata dannosa a priori, perché smartphone e alimentatori compatibili regolano potenza e temperatura. Se il dispositivo diventa molto caldo conviene comunque mettere in pausa le attività pesanti, toglierlo dal sole e usare un caricatore certificato. Per proteggere la batteria è quindi più utile attivare la ricarica ottimizzata ed evitare carichi gravosi a telefono bollente, piuttosto che alzarsi ogni notte a staccare la spina.
Togliere la cover non è sempre necessario. Apple suggerisce di farlo se iPhone tende a scaldarsi mentre si carica, mentre Google consiglia lo stesso controllo quando la ricarica risulta lenta o instabile. Le custodie metalliche o magnetiche possono inoltre interferire con la ricarica wireless e contribuire al surriscaldamento.
Fonte: TecnoAndroid








