Resonance: A Plague Tale Legacy cambia pelle e abbandona quasi del tutto la formula stealth che aveva reso celebri i primi due capitoli, puntando stavolta su un combattimento d’azione vero e proprio. Il terzo capitolo della serie firmata Asobo Studio si è mostrato in una prova in remoto organizzata da Focus Entertainment a circa due mesi dal lancio, e l’impressione iniziale è quella di un progetto che prova a reinventarsi senza tradire la propria anima. Eppure, a sorpresa, il vero punto forte non è la lotta ma i puzzle.
Stando a quanto raccontato dallo studio, lo sviluppo è andato avanti per quasi quattro anni dopo l’uscita di Requiem. Il team è cresciuto fino a circa 80 persone proprio per gestire il passaggio a una protagonista più attiva in battaglia, una delle sfide creative più grandi affrontate finora. Il budget, viene precisato, è rimasto in linea con i capitoli precedenti nonostante l’ampliamento delle ambizioni.
Resonance, A Plague Tale Legacy: Sophia, Teseo e una doppia linea temporale
Annunciato all’Xbox Games Showcase del 2025, il gioco è un prequel ambientato nel 1333, circa 15 anni prima degli eventi di A Plague Tale: Requiem. La nuova protagonista è Sophia, una giovane e spietata predona già apparsa brevemente in Requiem nei panni di mentore. Qui tocca alla sua storia delle origini, con un viaggio che la porta a scoprire il legame con l’antica vicenda della Prima Macula. La demo parte dal Capitolo 5, quando Sophia, in fuga dalla banda di predoni in cui è cresciuta e tormentata da visioni, arriva insieme all’amica Leni sull’Isola del Minotauro, vicino a Creta. I due sono braccati da un esercito e da Faro, capo della banda, furioso perché Sophia ha sottratto un oggetto chiave per trovare il tesoro nascosto dell’isola.
La svolta principale, solo accennata nella prova, è la cosiddetta meccanica a doppia linea temporale. Esplorando l’isola, Sophia inizia a vivere flashback in cui veste i panni di Teseo, l’eroe leggendario che oltre 2.000 anni prima sconfisse il Minotauro. Un’entità misteriosa collega le due epoche, e capire quel legame è il cuore della trama. Vestire i panni di Teseo porta con sé un set di mosse diverso, nemici diversi e un tono più mitologico, vicino al combattimento da arena, anche se la demo offriva solo un assaggio molto breve. Asobo ha lavorato di nuovo con la storica Roxane Chilà per intrecciare il simbolismo del mito nel racconto. Il gioco esce il 27 agosto 2026 su PS5, Xbox Series S e X e PC tramite Steam ed Epic Games Store, con disponibilità day one su Xbox Game Pass.
Combattimento discreto, puzzle protagonisti
Il cambio di passo si sente subito. I capitoli precedenti vivevano quasi solo di sopravvivenza furtiva, mentre Resonance abbraccia l’azione grazie all’abilità di Sophia nel corpo a corpo. Ha una daga e una spada, quest’ultima per attacchi base concatenabili, la prima per i colpi devastanti chiamati Critical Strikes, da usare quando il nemico è stordito o in fase di recupero. Ogni avversario ha una barra Vita e una barra Stordimento. Quest’ultima si riempie con le parate, o tutta insieme parando un attacco “giallo”, mentre quelli rossi vanno solo schivati. Ci sono poi il calcio, utile per rompere la guardia, e il rampino, che trascina i nemici nei pericoli o giù dai dirupi, comodissimo contro gli arcieri.
Lo stealth resta, ma solo come mossa d’apertura. Sophia può calare dall’alto ed eliminare un bersaglio, senza però la possibilità di ripulire la zona uno per uno come in altri giochi del genere. La progressione si basa sui Resonance Points raccolti negli ambienti, con un albero delle abilità che nella build mostrava tre talenti su sei, tra cui Echo’s Return, Bullbreaker Kick e Heroic Surge. Da brava predona, Sophia raccoglie anche sei tipi di accessori che sbloccano bonus passivi, come una piccola probabilità che le frecce la manchino o che non muoia dopo un colpo letale.
Il sistema di combattimento risulta gradevole ma non memorabile, ci sono action più profondi in giro. Il talento di Asobo, però, sta altrove, e qui si vede nei puzzle basati sulla luce legati a una sfera minoica rubata. Dedalo ha progettato l’isola come un labirinto pieno di enigmi, e Sophia porta con sé un taccuino per orientarsi. Nel Capitolo 6 l’avventura cambia ritmo. Sophia precipita nelle profondità dell’isola, inseguita da una creatura apparentemente impossibile da uccidere, fermata solo dalla luce, proprio come la Prima Macula dei capitoli passati. Quella sezione richiamava con forza la tensione da inseguimento che ha fatto la fama della serie, anche dentro questa nuova cornice action.