Il Renault 4 E-Tech Plein Sud riporta in vita uno spirito che sembrava ormai dimenticato, quello delle auto francesi degli anni Sessanta nate per regalare libertà e un pizzico di avventura grazie alle carrozzerie aperte. Il modello più celebre di quella stagione fu il Citroën Mehari, ma esistette anche una proposta simile firmata Renault e oggi quasi sconosciuta, perché vendette pochissimo, il Renault 4 Plein Air. Da quell’idea del 1968, e da tutte le varianti con tetto in tela o doppi tetti in vetro arrivate negli anni, nasce ora questa versione quasi cabriolet del Renault 4 E-Tech elettrico messo in vendita lo scorso anno.
Un enorme tetto in tela che cambia tutto
La novità più evidente di questa versione Plein Sud è il tetto in tela retrattile montato sulla carrozzeria di tipo monovolume. Si apre per 92 cm verso il posteriore e 80 cm di larghezza, così anche chi siede dietro può godersi la guida come fosse a bordo di una decapottabile. È giusto parlarne come di una versione a sé stante rispetto al modello standard. Si tratta della maggior superficie di apertura per un tetto di questo tipo nei segmenti A o B, visto che soluzioni simili come quella della Fiat 500 Cabrio offrono un’apertura più ridotta. Discorso diverso per la MINI Cabrio, che invece si apre completamente.
C’è poi un dato di contesto che conta. Il segmento delle decapottabili si sta restringendo anno dopo anno, e l’offerta si assottiglia. Sono lontani i tempi in cui ogni costruttore, dal premium al generalista fino al lusso, aveva in listino due o tre modelli a cielo aperto. Per questo il R4 Plein Sud si presenta sul mercato come alternativa a vetture come la Fiat 500 C o la Volkswagen T-Roc Cabrio.
In città e in autostrada, com’è davvero
Guidandolo con il tetto chiuso, la rumorosità interna resta molto bassa, complice anche la natura elettrica dell’auto Renault. Non c’è più rumore aerodinamico rispetto alla versione chiusa e nemmeno suono meccanico a disturbare. Un punto delicato potrebbe essere la sensibilità alle temperature estreme, dato che la prova si è svolta con 36 gradi e l’abitacolo era piuttosto caldo dopo un’ora di sosta al sole. Va detto però che succede anche su un’auto chiusa.
Il tetto si apre da fermi oppure in marcia, purché non si superino i 90 km/h. Due i comandi possibili, il pulsante sul padiglione o il comando vocale. Con un tocco rapido al pulsante parte l’apertura automatica e la tela si ritira verso il retro, ma per raggiungere i 92 cm dichiarati serve un secondo tocco, così anche chi viaggia dietro può approfittarne. Quando la tela inizia a ritirarsi si solleva un archetto in plastica con una tela, elemento chiave per evitare turbolenze e impedire che l’aria entri in eccesso. A tetto ripiegato si formano solo tre pieghe sul posteriore e l’altezza dell’auto cresce appena.
Vento tra i capelli ed adrenalina sulle curve
A velocità ridotte l’esperienza Renault a tetto aperto è piacevole. Si sente l’aria senza essere esposti come su una cabrio classica. La prova per le strade di Sitges è andata bene, con molti turisti, alcuni francesi, che si voltavano riconoscendo subito un R4. Anche in autostrada le sensazioni convincono. Fino a 120 km/h il rumore aerodinamico resta più che accettabile, oltre quella soglia diventa un po’ più difficile conversare in tono normale.
Spazio anche alla guida tra le curve e su uno sterrato, qui per provare la funzione Extended Grip, che migliora la trazione su fondi a bassa aderenza. Si tratta di due nuove modalità di guida, Snow e All-Terrain, selezionabili dal comando a destra del volante, che modulano erogazione di potenza e coppia per favorire il grip. La dotazione include cerchi da 20 pollici con pneumatici per ogni stagione, nel caso specifico degli ottimi Goodyear Vector 4Season. Dopo 15 km su pista in terra è chiaro che, pur senza essere il suo compito principale, qualche piccola incursione fuori dall’asfalto è alla portata.
Autonomia, prestazioni e prezzo Renault
La versione elettrica Renault Plein Sud arriva con un’unica combinazione di motore e batteria. La batteria da 52 kWh è abbinata al motore da 110 kW e raggiunge un’autonomia fino a 392 km WLTP, con un calo del 7 per cento. I dati principali restano quasi invariati, con un peso che cresce di 19 chili e un coefficiente aerodinamico in leggero aumento, da 0,762 a 0,778 in termini di CdA. Identiche anche le prestazioni rispetto alla versione chiusa con questa meccanica, con lo 0–100 km/h in 8,2 secondi, l’80–120 km/h in 6,4 secondi e una velocità massima limitata elettronicamente a 150 km/h.
Resta il prezzo, ed è qui che il discorso si fa interessante. Renault propone questa variante con un sovrapprezzo di soli 1.800 euro, una cifra che equivale più o meno a quanto costa un tetto apribile in optional su tante altre auto. Una soluzione che potrebbe dare una spinta commerciale all’R4, finora il meno brillante a livello di vendite tra le rivisitazioni di modelli storici lanciate di recente con R5 e Renault Twingo E-Tech, pur essendo un’auto che per dimensioni, abitabilità e concetto ha forse più senso di alcuni dei suoi fratelli di gamma.