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Guidare una Renault 4 per oltre mille miglia lungo tutto il Regno Unito usando esclusivamente energia solare britannica sembrava una scommessa quasi impossibile, eppure è successo davvero. L’impresa si chiama Easee Sun Run e parte da un presupposto semplice quanto ambizioso: un’auto elettrica di tutti i giorni può percorrere l’intera lunghezza dell’isola, da Land’s End fino a John O’Groats, senza mai attingere alla rete elettrica ma solo alla luce del sole. Facile a dirsi. All’atto pratico, le cose si sono complicate quasi subito.
La partenza è stata messa in crisi da una fitta nebbia marina cornica, quella densa che un tempo faceva la felicità dei contrabbandieri. I pannelli solari nel campo accanto alla latteria biologica di Roskilly, a un centinaio di metri di distanza, erano diventati invisibili. Sul computer di Toby Roskilly l’energia disponibile risultava ridotta al minimo, e l’orario di partenza rischiava di saltare. A salvare la situazione ci ha pensato Ian Peniston di Power Logistics, lo stesso uomo che ha garantito zero blackout durante il tour di concerti di Taylor Swift, con un rimorchio dotato di una batteria agli ioni di litio OnBio da 300 kWh, tenuta in carica per giorni proprio per emergenze del genere. Un dettaglio non da poco: ogni goccia di energia, dai campi solari al rimorchio, era garantita al 100 per cento di origine solare, senza mescolanze con la rete o l’eolico.
Da Land’s End a John O’Groats seguendo il sole
L’idea era nata qualche settimana prima, durante un test nell’Artico canadese per caricare un’auto elettrica a meno 40 gradi. Se funzionava lì, perché non nel Regno Unito? Così sono arrivati a bordo Easee, produttore norvegese di caricatori per veicoli elettrici, e Renault, che ha messo a disposizione la Renault 4 Plein Sud cabriolet, perfetta per un progetto estivo. La pianificazione prudente prevedeva 160 miglia per carica, ma con due persone a bordo e attrezzatura essenziale se ne facevano tranquillamente almeno 200. Abbastanza per raggiungere di slancio la seconda tappa: il più antico parco solare commerciale del paese, alla sede della JB Wheaton nel Somerset, dove i pannelli sui capannoni fanno risparmiare centinaia di migliaia di sterline in carburante.
Lungo la strada il progetto ha toccato realtà diverse
Gareth Simkins, di Solar Energy UK, ha ricordato come in un giorno di aprile quasi metà dell’elettricità nazionale sia arrivata dal solare, e non solo dai grandi impianti commerciali. Lo scorso anno si contavano circa 260.000 piccoli impianti, in gran parte sui tetti delle case, e quest’anno il numero è destinato a crescere per via dell’aumento dei prezzi dell’energia. Ricariche al parco di Chippenham, tappa a Stonehenge per l’alba del solstizio d’estate, poi le strade secondarie del Peak District, molto più gradite dell’autostrada. Non sono mancati gli imprevisti, come una chiusura stradale che ha imposto una deviazione di 25 miglia.
A Durham due incontri interessanti: un team studentesco di corse solari, arrivato undicesimo alla World Solar Challenge del 2023 in Australia, e un impianto per stampare pannelli solari flessibili. David Beynon lo ha spiegato così: i materiali di un pannello vengono trasformati in inchiostro e passati in una macchina da stampa simile a quelle dei giornali. Non ancora adatti a muovere un’auto, ma il resto degli elementi c’è già. In Scozia il clima più fresco, 22 gradi contro i 38 del sud, è stato un sollievo. L’ultima sosta prima del traguardo è stata a casa di Boban Costin e della moglie Lizzie, che gestiscono la Dunrobin Highland Distillery e vivono completamente fuori rete, sul bordo di Loch Fleet.
L’impresa si è chiusa con 1023 miglia percorse, 9 ricariche totali di cui 2 extra, un punto più alto a 528 metri al Tan Hill Inn nel North Yorkshire, 555 kWh di energia solare generata e 276 kWh immessi nell’auto, con un’autonomia media tra 195 e 205 miglia a pieno carico.











