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Stampante 3D usata per costruire un reattore nucleare
Al centro del progetto c’è una stampante 3D in polimero di dimensioni eccezionali. La quale è capace di depositare grandi quantità di materiale in tempi ridotti. Il lavoro rientra nell’iniziativa SM²ART, che unisce università, laboratori nazionali e industria per sviluppare materiali avanzati e tecnologie di produzione resilienti. L’approccio integrato ha consentito non solo di ridurre costi e tempi, ma anche di valorizzare competenze locali e know-how digitale. Dimostrando il ruolo strategico dei centri di ricerca nel sostenere la manifattura nazionale.
Il centro non si limita alla produzione fisica. Tra gli strumenti digitali sviluppati spicca il Material Process Property Warehouse, un sistema che utilizza intelligenza artificiale e machine learning per registrare e analizzare ogni fase della produzione additiva, Monitorando proprietà dei materiali e prestazioni dei processi.
La tecnologia ha permesso di produrre stampi voluminosi, lunghi più di otto metri. I quali sono stati poi inseriti in telai d’acciaio e destinati alla colata delle pareti schermanti del reattore. Ogni fase della produzione è stata monitorata attraverso scansioni 3D e controlli di metrologia, assicurando che ogni elemento corrispondesse al modello digitale.
Fonte: TecnoAndroid








