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La caccia ai veicoli senza RC Auto cambia metodo e smette di affidarsi soltanto ai posti di blocco. Il disegno di legge di Bilancio per il 2027 introduce infatti un sistema di verifiche automatiche che incrocia le banche dati pubbliche per individuare chi circola senza copertura assicurativa, senza dover aspettare che una pattuglia fermi il mezzo per strada. È un passo deciso nel contrasto all’evasione dell’obbligo assicurativo, e la novità più concreta riguarda la frequenza, perché i controlli incrociati avverranno almeno ogni tre mesi.
A guidare l’operazione saranno il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Automobile Club d’Italia, chiamati a lavorare in stretta collaborazione per confrontare le informazioni amministrative con quelle assicurative. In pratica la nuova manovra finanziaria sposta il baricentro della vigilanza dalla strada agli archivi digitali, con una logica molto più sistematica rispetto al passato.
Cinque archivi pubblici messi a confronto
Il cuore del meccanismo è il confronto automatizzato tra cinque diverse banche dati nazionali. Il primo pilastro è l’archivio delle coperture assicurative, alimentato in tempo reale dalle compagnie private. Accanto a questo ci sono l’Archivio nazionale dei veicoli e la banca dati delle revisioni periodiche. Poi entra in gioco il Pubblico Registro Automobilistico, utile anche per verificare i mezzi con targa estera. Chiude il cerchio il Registro unico telematico dei veicoli fuori uso, dove vengono annotate le demolizioni.
Mettendo insieme tutte queste informazioni l’amministrazione potrà verificare lo stato di ogni mezzo registrato in Italia e controllare se esiste una polizza attiva. Il sistema servirà anche a separare le situazioni davvero irregolari dai semplici errori burocratici o dai ritardi nell’aggiornamento dei sistemi, un dettaglio tutt’altro che secondario. Gli elenchi dei veicoli scoperti finiranno poi direttamente alla Polizia Stradale, che avvierà verifiche mirate e procederà all’accertamento formale delle violazioni.
Multe fino a 3.464 euro e controlli quasi inevitabili
Sul fronte delle sanzioni non cambia nulla rispetto a quanto già previsto dal Codice della Strada. L’articolo 193 stabilisce una multa compresa tra 866 e 3.464 euro per chi guida senza assicurazione, accompagnata dal sequestro immediato del veicolo. Se la violazione si ripete nell’arco di due anni la sanzione amministrativa raddoppia e scatta anche la sospensione della patente da uno a due mesi.
La vera differenza sta nella capillarità. Le verifiche diventano molto più diffuse e sostanzialmente impossibili da schivare per tutti gli automobilisti, ed è proprio questo l’aspetto pensato come deterrente. Oggi infatti tutto ruota attorno ai controlli specifici delle autorità, che per forza di cose sono molto meno frequenti.
Un sommerso da un miliardo e i tempi per partire
La spinta a rafforzare i controlli nasce dalle dimensioni del fenomeno. Secondo le stime dell’ANIA in Italia circolano almeno 2,9 milioni di veicoli privi di copertura, pari a circa il 6,1% del parco circolante. L’evasione assicurativa alimenta così un mercato sommerso valutato intorno a un miliardo di euro di premi non incassati dalle compagnie, con una perdita di 280 milioni di euro di gettito fiscale per lo Stato.
C’è poi il tema dei costi che ricadono su chi paga regolarmente. Quando un’auto non assicurata provoca un incidente i danni vengono risarciti dal Fondo di garanzia per le vittime della strada gestito da Consap, che si finanzia con un prelievo percentuale applicato sui premi di tutti i cittadini in regola. Ridurre il numero di mezzi scoperti permetterebbe quindi di contenere le spese complessive del sistema e di distribuirle su una platea più ampia.
Per vedere il nuovo sistema all’opera servirà comunque un decreto attuativo approvato dal Ministero dei Trasporti insieme ai dicasteri di Economia, Interno e Imprese, dopo aver sentito ACI, IVASS e Garante Privacy. Il provvedimento dovrà arrivare entro novanta giorni dall’entrata in vigore della Manovra e avrà il compito di regolare l’interoperabilità dei dati nel rispetto della privacy dei cittadini.
Fonte: TecnoAndroid


