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Ray-Ban Meta Audio: niente fotocamera, più comfort e autonomia

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Gli occhiali smart solo audio di Meta arrivano in un momento quanto mai opportuno. Mentre cresce il malcontento verso i modelli dotati di fotocamera, i nuovi Ray Ban Meta Audio rinunciano proprio alla funzione più associata ai cosiddetti “occhiali da guardone” e puntano tutto sul suono. Ne nasce un paio di occhiali più leggero e più comodo, con un’autonomia nettamente superiore a qualsiasi altro modello dell’azienda e un aspetto molto più discreto. Sono di fatto quanto di più vicino a un normale paio di occhiali Meta abbia mai proposto.

Design più sobrio e una vestibilità che finalmente convince

Le montature disponibili sono due e il prezzo è di circa 300 euro. Burbank ricorda una Wayfarer più sottile, mentre Clubmaster è un disegno Ray Ban riconoscibile al primo sguardo, proposto anche in una gamma di colori più ampia. Visti di fronte difficilmente qualcuno intuirebbe la presenza di tecnologia, nemmeno con le aste trasparenti che lasciano intravedere i circuiti interni. Manca la fotocamera e manca il LED frontale, ma per il resto l’impostazione è quella già nota: touchpad sull’asta destra per volume e chiamate, un piccolo LED interno per le notifiche e un minuscolo tasto azione da usare come scorciatoia.

Non si tratta però di una semplice versione alleggerita. Ming Hua, vicepresidente della divisione Wearables di Meta, ha spiegato che altoparlanti e microfoni sono stati riprogettati da zero per stare in una montatura più piccola. E il lavoro si vede. Con 47 grammi la Clubmaster pesa appena 2 grammi meno dei Ray Ban Meta Optics, eppure sembra molto più leggera perché grava meno sulla parte frontale e sul naso. I naselli tradizionali restano al loro posto, cosa tutt’altro che scontata sui modelli precedenti, che tendevano a scivolare sui visi più stretti. Le aste si possono far regolare da un ottico, servizio offerto anche nei negozi e nei punti vendita temporanei di Meta, ma durante la prova la calzata è risultata ottima già appena tolti dalla scatola. Dopo qualche ora capita perfino di dimenticare di avere addosso un dispositivo tecnologico.

Audio, batteria e Meta AI senza fotocamera

Sei microfoni e altoparlanti a orecchio aperto, come negli altri modelli recenti. Musica, podcast e telefonate suonano bene quanto sui Gen 2. Cambia invece la disposizione dei microfoni: due ora si trovano sulla parte frontale al posto di quelli inseriti nei naselli, gli altri quattro restano sulle aste. Nessun peggioramento, anzi. Gli interlocutori hanno percepito una voce più chiara rispetto agli AirPods Pro di seconda generazione.

Il vero salto in avanti riguarda la batteria. Meta dichiara 12 ore con uso misto e fino a sei ore di riproduzione continua. Dopo cinque ore di streaming e un’ora di telefonata restava ancora quasi il 50% di carica, quindi chi non ascolta musica per ore di fila arriva tranquillamente a sera.

Pur senza fotocamera restano disponibili quasi tutte le funzioni di Meta AI, comprese la traduzione dal vivo e la navigazione a piedi. Nei prossimi mesi arriverà anche Muse, l’agente personale dell’azienda. Delude invece il tasto azione, che qui offre soltanto due opzioni: avviare playlist consigliate oppure richiamare l’assistente. Niente comandi personalizzati e niente risposta o silenziamento delle chiamate, funzioni presenti su Meta Glasses, Oakley Meta Vanguard, Ray Ban Meta Optics e Ray Ban Meta di terza generazione. Si tratta comunque di un limite che un futuro aggiornamento software potrebbe correggere.

Addio alla fotocamera, ma la privacy resta un nodo

Molti utenti avevano ammesso di amare i propri occhiali ma di temere il giudizio altrui, e si dicevano pronti a comprarne un paio senza fotocamera pur di non passare per guardoni. I Ray Ban Meta Audio rispondono proprio a questa richiesta. Nessuno può accusare in modo credibile chi li indossa di registrare di nascosto, e Meta non può raccogliere dati visivi dell’ambiente circostante per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale.

La questione della privacy però non sparisce del tutto. L’azienda conserva le registrazioni audio catturate dagli occhiali e negli Stati Uniti non consente più di disattivare questa opzione. I frammenti possono essere ascoltati da revisori formati, anche se è possibile cancellarli manualmente dall’app Meta AI. Intanto aumentano i locali che vietano gli occhiali smart e diversi Paesi valutano misure per bandirne o limitarne l’uso. Alcune proposte riguardano solo i modelli con fotocamera, ma non è escluso che anche quelli che ne sono privi finiscano nel mirino.

Fonte: TecnoAndroid

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