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Elon Musk è convinto che il mercato potenziale di SpaceX sia molto più ampio di quanto dichiarato nei documenti per l’IPO depositati all’inizio dell’anno. La società aveva indicato un mercato complessivo raggiungibile, il cosiddetto TAM, pari a circa 24.500 miliardi di euro. Una cifra già enorme che però, secondo il suo amministratore delegato, sottostima la realtà. Nata come fornitore di servizi di lancio e trasformata poi in un operatore di connettività internet, SpaceX ha scelto di presentarsi agli investitori come un fornitore di potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale. Musk non ha fornito dettagli ma in un post sui social ha lasciato intendere che il valore effettivo sia decisamente superiore.
Colossus e Starmind, le basi della scommessa sull’intelligenza artificiale
Le ambizioni del manager nel campo dell’IA passano soprattutto dal progetto Colossus, con l’obiettivo di mettere in funzione centinaia di migliaia di GPU. Il data center Colossus 2, in costruzione a Memphis, punta ad attivare entro la fine dell’anno ben 660.000 chip Blackwell di NVIDIA, l’ultima generazione di acceleratori dell’azienda californiana. Queste unità andranno ad aggiungersi alle 550.000 GPU Blackwell GB300 e GB200 che la struttura utilizza già oggi. Numeri che danno un’idea piuttosto chiara della scala su cui si muove l’imprenditore.
Come se non bastasse, Musk e SpaceX hanno illustrato anche i piani per Starmind. L’idea ricalca lo schema di Starlink, che si basa sul lancio di migliaia di satelliti per creare una rete di connettività in orbita. Starmind punta a offrire attraverso i satelliti circa 120 kW di potenza di calcolo media, messa a confronto con quella di una GPU NVIDIA GB300 Blackwell. I primi lanci sono previsti già verso la fine del 2027 e la società sta lavorando insieme a NVIDIA per adattare anche la piattaforma Vera Rubin all’infrastruttura spaziale.
Le cifre del documento S1 e il commento di Musk
Nel documento S1 presentato per la quotazione, SpaceX ha spiegato che il 90% del suo mercato potenziale stimato arriverebbe proprio dall’intelligenza artificiale. All’interno di questa fetta dedicata all’IA, circa 19.500 miliardi di euro deriverebbero dalle applicazioni aziendali. Altri 650 miliardi circa sarebbero legati agli abbonamenti dei consumatori, mentre la pubblicità digitale porterebbe intorno ai 515 miliardi. Gran parte della quota restante fa capo a Starlink, con un mercato della connettività stimato in circa 1.400 miliardi di euro.
Per quanto queste cifre possano sembrare impressionanti, Musk ritiene che siano addirittura riduttive. In un breve messaggio pubblicato su X, parlando della stima del TAM, ha scritto testualmente “Ci sbagliavamo. È enormemente più alto di così”. Nessun numero alternativo e nessuna spiegazione aggiuntiva, solo la convinzione che il potenziale reale vada ben oltre quanto messo nero su bianco davanti agli investitori.
SpaceX non è comunque l’unica realtà a sbilanciarsi sulle dimensioni del mercato delle infrastrutture per l’IA. Lisa Su, alla guida di AMD, intervenendo di recente all’OCP Global Summit 2026 ha dichiarato che la sua azienda vede un mercato potenziale da circa 1.300 miliardi di euro per gli acceleratori IA destinati ai data center. NVIDIA, dal canto suo, ha fatto riferimento durante le presentazioni dei risultati finanziari a un portafoglio ordini degli hyperscaler pari a circa 1.700 miliardi di euro.
Fonte: TecnoAndroid


