Comprare un PC o aggiornare la RAM nei prossimi mesi potrebbe costare molto di più. I prezzi delle memorie sono già aumentati in media del 340% rispetto a luglio e le previsioni indicano un’ulteriore accelerazione nel primo trimestre 2026. Il mercato delle DRAM è entrato in una fase di forte squilibrio, con effetti destinati a propagarsi su desktop, laptop e SSD.
Secondo un’analisi di 3DCenter sul mercato tedesco, nelle ultime settimane i prezzi sono rimasti relativamente stabili. Ma il confronto su base semestrale mostra un’escalation evidente. E le stime pubblicate da TrendForce indicano che la vera impennata potrebbe arrivare a breve. Nel primo trimestre 2026, i prezzi delle DDR4 e DDR5 per il mercato PC potrebbero crescere tra il 105% e il 110% rispetto al quarto trimestre 2025. Un incremento che riporterebbe la memoria ai livelli di tensione più alti degli ultimi anni, con impatto diretto sui costi di produzione dei dispositivi.
L’IA assorbe DRAM: il mercato si restringe
La causa principale è la domanda legata all’intelligenza artificiale. I data center AI stanno assorbendo quantità sempre maggiori di DRAM, riducendo la disponibilità per il segmento consumer. In un contesto di capacità produttiva concentrata sui clienti enterprise, il mercato dei PC rischia di subire effetti collaterali significativi.
Il fenomeno non riguarda solo i desktop. Le memorie LPDDR4X e LPDDR5X destinate ai laptop potrebbero registrare aumenti tra l’88% e il 93%, mentre la DRAM server segue dinamiche analoghe. L’intera filiera delle memorie è sotto pressione, e l’equilibrio tra domanda e offerta appare sempre più fragile. È importante sottolineare che le stime di TrendForce si riferiscono ai prezzi di acquisto per i produttori. Tuttavia, quando i costi industriali salgono oltre il 100% su base trimestrale, diventa difficile evitare un trasferimento progressivo sui prezzi finali di PC, workstation e notebook.
Anche la NAND sale: SSD nel mirino fino al 2028
La tensione non si ferma alla DRAM. Anche la NAND, componente essenziale degli SSD, è interessata da rincari stimati tra il 55% e il 60% rispetto al quarto trimestre 2025. Ancora una volta, il motore è la domanda infrastrutturale legata all’IA e al cloud.
Con data center sempre più orientati all’addestramento e all’inferenza di modelli avanzati, la capacità produttiva viene assorbita in via prioritaria dai segmenti a maggiore marginalità. Questo riduce la flessibilità verso il mercato retail e aumenta la probabilità di ulteriori tensioni nei listini consumer. Secondo alcune indicazioni provenienti dai produttori di memorie, una possibile normalizzazione dell’offerta potrebbe non arrivare prima del 2028. Un orizzonte temporale che suggerisce come il ciclo attuale non sia episodico, ma strutturale.
In questo scenario, la combinazione tra RAM +340%, stime di crescita fino al 110% nel primo trimestre 2026 e rincari significativi sulla NAND ridisegna le prospettive del mercato hardware. L’intelligenza artificiale sta ridefinendo le priorità industriali e, di conseguenza, il costo dell’hardware per utenti e aziende potrebbe restare sotto pressione ancora a lungo.