L’attuale Crisi delle RAM sta impattando negativamente il settore tecnologico. La richiesta di memorie legata all’ampio utilizzo di Intelligenza Artificiale sta causando un aumento spropositato dei prezzi per gli utenti finali.
Tuttavia, la soluzione potrebbe arrivare nel modo più inaspettato possibile. Lo sviluppatore John Carmack, noto soprattutto per opere del calibro di Wolfenstein 3D, Doom, Quake ha lanciato la sua idea con un post su X.
Lo sviluppatore ha ipotizzato che si potrebbero utilizzare cavi in fibra ottica come sistema di archiviazione in sostituzione dei moduli RAM tradizionale. La proposta avanzata da Carmack prevede la realizzazione di un sistema composto da un cavo in fibra ottica lungo 200 km che potrebbe sostituire la RAM dei data centre che lavorano con i modelli di Intelligenza Artificiale.
La proposta di John Carmack sulla RAM e i cavi in fibra ottica offre uno scenario da studiare come possibile soluzione alla Crisi delle RAM
256 Tb/s data rates over 200 km distance have been demonstrated on single mode fiber optic, which works out to 32 GB of data in flight, “stored” in the fiber, with 32 TB/s bandwidth. Neural network inference and training can have deterministic weight reference patterns, so it is…
— John Carmack (@ID_AA_Carmack) February 6, 2026
Nel post vengono anche gettate le basi per portare avanti l’idea. Carmack sottolinea che: “Sono state dimostrate velocità di trasmissione di 256 Tb/s su una distanza di 200 km su fibra ottica monomodale, il che equivale a 32 GB di dati in transito, ‘memorizzati’ nella fibra, con una larghezza di banda di 32 TB/s. L’inferenza e l’addestramento delle reti neurali [AI] possono avere schemi deterministici di riferimento dei pesi, quindi è divertente immaginare un sistema senza DRAM, con i pesi continuamente trasmessi in streaming in una cache L2 tramite un loop di fibra riciclato”.
Il ragionamento dello sviluppatore si basa sul rendere un circuito chiuso il percorso della fibra ottica al cui interno vengono trasmessi in streaming continui di dati necessari. Il funzionamento sarebbe simile a quello della RAM tradizionale, mantenendo il processore AI costantemente alimentato con dati forniti in modo sequenziale.
In questo modo, si potrebbe creare una alternativa valida alla necessità delle memorie RAM, con vantaggi dal punto di vista dell’efficienza energetica. Chiaramente, si tratta di un’idea attualmente irrealizzabile con la tecnologia attuale ma chissà che qualche istituto di ricerca non inizi seriamente a lavorarci.
