I raffrescatori senza tubo stanno diventando la tentazione del momento, complici le temperature che in estate ormai non danno tregua. Il ragionamento di partenza è più che comprensibile. Fa caldo, tanto, e trovare un modo per rendere vivibili le stanze di casa diventa quasi una priorità. Il problema è che non tutti hanno voglia di fare i conti con quel tubo ingombrante dei condizionatori portatili, che pure restano la soluzione più abbordabile dal punto di vista del portafoglio. Ed è proprio qui che entra in gioco la curiosità verso questi apparecchi che promettono di rinfrescare senza tubi e senza troppe complicazioni. Sulla carta suona benissimo. Nessun tubo da far passare dalla finestra, nessuna installazione macchinosa, giusto un dispositivo da piazzare in un angolo e accendere. Ma le cose, come spesso capita, sono un po’ più sfumate di così.
Cosa conviene sapere prima di aprire il portafoglio
Il primo punto da chiarire riguarda le aspettative. Chi immagina un raffrescatore senza tubo capace di trasformare una stanza rovente in un piccolo paradiso polare rischia di rimanere deluso. Questi apparecchi funzionano in maniera diversa rispetto a un vero condizionatore e il risultato, in molte situazioni, non è paragonabile a quello di un impianto tradizionale. Meglio saperlo prima, così da evitare la classica delusione dopo l’acquisto.
Chi sta valutando l’acquisto dovrebbe insomma partire con le idee chiare su cosa aspettarsi. Un conto è cercare un po’ di sollievo dall’afa, un altro è pretendere prestazioni da condizionatore vero e proprio. La differenza c’è, ed è bene averla presente prima di spendere dei soldi che poi potrebbero rivelarsi una scelta di cui pentirsi.


