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PS6, Sony prepara anche una console portatile entro il 2027

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Le voci su PS6 iniziano a prendere una forma più definita, e stavolta non si parla soltanto della console da salotto. Secondo un leaker che dice di basarsi su fonti interne e su documenti AMD finiti in rete, Sony avrebbe in cantiere due dispositivi da portare sul mercato entro la fine del 2027: da un lato l’erede diretta di PS5, dall’altro una console portatile capace di funzionare in autonomia. Nessuna conferma ufficiale su specifiche o finestre di lancio, va detto subito, però è già il secondo rumor che punta nella stessa direzione.

L’elemento che convince di più è la retrocompatibilità nativa. Le indiscrezioni sostengono che entrambe le macchine sarebbero progettate per far girare giochi PS4, PS5 e PS6 direttamente sull’hardware, senza passare da streaming o cloud. Chi ha seguito le ultime generazioni sa quanto questo cambierebbe le carte in tavola, perché la compatibilità col passato è sempre stata parziale, oppure affidata a soluzioni esterne che funzionavano a metà. Tradotto in pratica, significherebbe togliere di mezzo uno dei fastidi più ricorrenti di ogni cambio generazionale, cioè dover mettere da parte una libreria costruita in anni di acquisti.

Chip AMD, RDNA 5 e Zen 6 sotto la scocca

Sul piano tecnico si parla di un chip AMD con GPU RDNA 5 e CPU Zen 6 su entrambi i sistemi, quindi la stessa collaborazione che ha accompagnato PS4 e PS5 andrebbe avanti anche stavolta. Almeno sulla carta il salto rispetto all’hardware attuale sarebbe consistente, con margini di manovra ben diversi da quelli di oggi in termini di potenza grafica e gestione dei calcoli.

Il capitolo più curioso resta però quello del portatile. Non si tratterebbe di un accessorio per il Remote Play e nemmeno di uno schermo pensato per appoggiarsi a una connessione. Le voci descrivono una macchina in grado di eseguire i giochi in locale, senza internet obbligatorio. Un posizionamento che la metterebbe in concorrenza diretta con gli handheld ad alte prestazioni che negli ultimi anni si sono ritagliati uno spazio importante nel mondo PC. Rispetto a un dispositivo come Steam Deck, Sony partirebbe con due vantaggi non piccoli: un catalogo già consolidato e la compatibilità con il passato integrata dall’inizio.

Il problema, per chi progetta un oggetto del genere, è sempre lo stesso. Trovare l’equilibrio tra prestazioni, consumi e dissipazione del calore dentro un corpo compatto alimentato a batteria è una sfida ingegneristica tutt’altro che scontata, e una GPU generosa in un guscio piccolo tende a scaldare più di quanto sia comodo tenere in mano.

Tempistiche del 2027 e i rischi legati ai componenti

Sul calendario le indiscrezioni indicano la produzione di massa dei componenti verso la metà del 2027, con debutto commerciale nella seconda parte dell’anno. Le variabili in gioco, però, non mancano. L’aumento dei prezzi della memoria RAM e la disponibilità limitata nel settore dei semiconduttori potrebbero spingere Sony a rivedere le specifiche, ad alzare il prezzo finale oppure a spostare in avanti il lancio. Non è uno scenario teorico, perché è esattamente quello che sta accadendo ad altri produttori in questo periodo, con console che rischiano di arrivare a sfiorare i 900 euro.

L’idea di fondo, comunque, tiene: un ecosistema PlayStation unificato in cui una macchina domestica e una portatile condividono la stessa libreria ha una logica sua, chiara e facile da spiegare a chiunque. Il passaggio dal documento trapelato al prodotto sullo scaffale, però, è lungo e pieno di curve, e in mezzo ci sono decisioni industriali che possono cambiare più volte prima di diventare definitive. Per ora quindi restano indiscrezioni, con Sony che non ha messo nero su bianco né numeri né date.

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