Una nuova campagna di phishing sta mettendo nel mirino chi cerca online il Portale dell’Automobilista, il servizio ufficiale gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. A segnalarla sono stati gli esperti del CERT-AgID, il Computer Emergency Response Team dell’Agenzia per l’Italia Digitale, che hanno individuato un meccanismo tanto semplice quanto insidioso. Chi digita la ricerca su Google e clicca troppo in fretta rischia di finire su un sito fasullo, costruito apposta per rubare i dati personali.
Come funziona la trappola sul motore di ricerca
Il punto debole sfruttato dai cybercriminali è proprio la fretta con cui molti navigano. Sono riusciti a ingannare l’algoritmo di Google e a piazzare il loro sito fake in seconda posizione tra i risultati, subito sotto quello vero. Su Bing, invece, la pagina truffaldina non compare. Quando qualcuno cerca “portale automobilista” o una query simile, vede in cima il sito legittimo e appena sotto la copia contraffatta. A colpo d’occhio sembrano identici, ed è lì che scatta l’inganno.
La differenza sta tutta nel dominio. Quello autentico è www.ilportaledellautomobilista.it, mentre il sito fasullo si nasconde dietro l’indirizzo illportaledelautomobilista.org. Guardando bene c’è una elle in più all’inizio e una elle in meno in mezzo. Una manciata di caratteri che passa quasi inosservata. Questa tecnica ha un nome preciso, si chiama typosquatting, e punta proprio su chi digita l’URL di corsa senza controllare l’ortografia. Basta un attimo di distrazione per cadere nella rete.
Cosa succede quando si inseriscono i dati
Il sito clonato è fatto davvero bene, con un design che ricalca quello originale e in certi punti risulta perfino più curato. Tutti i link interni, poi, rimandano al sito ufficiale, così l’utente non ha motivo di insospettirsi. L’obiettivo dei truffatori è uno solo, spingere le vittime a usare il box “Verifica Patenti Rilasciate dal 22 al 26 Aprile 2021”, uno strumento che esiste anche sulla piattaforma vera e che serviva a controllare patenti rilasciate con dati incompleti o errori di stampa in quel periodo.
Dentro quel box vengono richiesti codice fiscale, numero della patente e data di scadenza. Il bello, si fa per dire, è che anche inserendo informazioni corrette compare il messaggio “Dati non trovati. Verifica i campi inseriti”. Nessun errore reale, però. A quel punto i dati sono già finiti nelle mani sbagliate.
Con quelle informazioni si può fare parecchio, purtroppo. Vanno dal furto di identità allo spear phishing, fino alla rivendita nei forum frequentati dai criminali informatici. Il CERT-AgID si è mosso su più fronti. Ha chiesto la chiusura del dominio al registrar, cioè OwnRegistrar, ha segnalato il sito a Google per farlo togliere dai risultati di ricerca e ha informato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il consiglio, valido sempre, è di controllare con attenzione l’indirizzo prima di digitare qualsiasi dato. L’unico portale ufficiale resta www.ilportaledellautomobilista.it.


