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PlayStation 5, l’exploit segnalato a Sony scatena la polemica

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Dietro il firmware 14.20 distribuito da Sony per PlayStation 5 c’è una storia precisa, e adesso è venuta alla luce. Qualcuno ha consegnato all’azienda giapponese i dettagli dell’exploit noto come hypervisor bypass, una falla che tra le varie possibilità offerte permette perfino di far girare Linux sulla console. Sony ha quindi chiuso la porta con un aggiornamento mirato, ma la vicenda non si è fermata lì. Anzi, la parte più interessante è arrivata dopo, quando nella comunità degli smanettoni si è aperto un confronto parecchio acceso.

Al centro della polemica c’è l’hacker che ha deciso di segnalare la vulnerabilità, incassando il premio di EUR 44.843, cioè circa 43.000 euro, messo in palio da Sony. Agli occhi del resto della scena jailbreak, hacking e homebrew questa mossa equivale né più né meno a “fare la spia”. La discussione che ne è nata ha toccato soprattutto il piano etico e i toni si sono scaldati in fretta.

Un patto infranto prima dell’arrivo di GTA VI

La faccenda è un po’ intricata, però ridotta all’osso funziona così. Il ricercatore in questione, conosciuto su Twitter con il nome di Jordy, aveva preso un accordo con un altro esperto del settore, Andy Nguyen. I due avevano stabilito di tenere la scoperta nel cassetto e di rimandare la segnalazione a Sony fino a dopo il lancio di GTA VI. Una sorta di patto tra colleghi, insomma, pensato per non bruciare troppo presto una falla tanto preziosa per chi lavora sulla console.

Jordy però ha scelto di muoversi in anticipo, rompendo l’intesa. Ed è proprio questo passo ad aver scatenato le reazioni più dure da parte degli altri membri della comunità, che si sono ritrovati con l’exploit neutralizzato dal firmware 14.20 molto prima del previsto. Per chi sperava di sfruttare a lungo l’hypervisor bypass su PlayStation 5 la notizia non è stata certo accolta con entusiasmo.

La versione di Jordy e il ruolo dell’intelligenza artificiale

Il diretto interessato ha raccontato la propria versione dei fatti a IGN, spiegando cosa lo avrebbe spinto a cambiare idea. Secondo quanto riferito, Jordy aveva saputo che altri ricercatori, servendosi di strumenti di intelligenza artificiale, erano arrivati a individuare la stessa identica falla. Da lì il timore che qualcun altro potesse bruciarlo sul tempo, presentando la segnalazione per primo e portandosi a casa la ricompensa al posto suo.

Il ragionamento, almeno nelle sue parole, è piuttosto semplice. “Se io e un’altra persona possiamo trovarla con un LLM, può farlo anche qualcun altro”, ha dichiarato. In pratica la convinzione era che i modelli linguistici avessero abbassato a tal punto la soglia d’accesso alla scoperta da rendere inutile aspettare. Meglio incassare subito, quindi, piuttosto che rischiare di restare a mani vuote mentre un terzo arrivava prima alla meta.

Non è mancato nemmeno un commento più leggero, pubblicato dallo stesso Jordy sui social, che ha finito per alimentare ulteriormente la discussione con gli altri hacker. Il ricercatore ha scritto che con quei soldi, a suo avviso, potrà almeno permettersi di comprare GTA 6.

Fonte: TecnoAndroid

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