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Pizza Pod NYC: pizzeria in una Smart da 12mila dollari al mese

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La pizzeria più piccola di New York non ha un locale, non ha un bancone e nemmeno un dipendente. Sta dentro una Smart Fortwo verde parcheggiata negli angoli più frequentati della Grande Mela, e da lì sforna pizze per chi passa. Dietro il volante e davanti al forno c’è Bradley Alvelo, che dopo quindici anni di lavoro si è ritrovato in mano una lettera di licenziamento proprio mentre la sua compagna era incinta. Da quel momento nasce Pizza Pod NYC, un’attività che oggi genera circa 12mila dollari al mese, poco più di 10.000 euro.

Cifre che in Italia farebbero girare la testa a parecchi ristoratori con locale, cucina e personale a libro paga. Il segreto, a sentire lui, sta tutto nell’immediatezza del servizio. Nessuno da pagare, nessun turno da coprire, nessuna sala da gestire. Arriva, apre, accende il forno alimentato da un generatore esterno e comincia a servire.

Da disoccupato a imprenditore su quattro ruote

Il punto di partenza non era rassicurante. Alvelo non era riuscito a ottenere l’indennità di disoccupazione e aveva cominciato ad attingere ai risparmi per coprire le spese familiari, con un figlio in arrivo. A un certo punto ha fatto due conti e ha capito una cosa piuttosto semplice, cercare un nuovo impiego avrebbe portato via altro tempo e altro denaro, senza garanzie. Meglio provare a costruirsi qualcosa da solo.

Negli Stati Uniti la burocrazia pesa molto meno che dalle nostre parti e avviare un’attività è questione di poco. Circa un anno fa nasce così la sua pizzeria mobile, che ha attirato in fretta l’attenzione dei media locali. La tradizione dei food truck americani viene ribaltata e compressa dentro una city car biposto, con un risultato che ha funzionato meglio delle previsioni.

Dentro la Smart Fortwo trova posto tutto il necessario per lavorare, forno, utensili, scatole per l’asporto e ovviamente gli ingredienti. Nulla di superfluo, ogni centimetro conta. A giudicare dalle facce dei clienti nel video che ha fatto il giro dei social, la Margherita che esce da quel fornetto convince parecchio.

Duemila dollari e via, il conto dell’investimento

La parte che colpisce di più riguarda i numeri iniziali. Per far partire tutto sono bastati circa EUR 1.725, all’incirca 1.700 euro, con la spesa più consistente rappresentata dal forno, oltre EUR 863, quindi intorno ai 900 euro. Il resto sono attrezzatura minima e materie prime. Un’attività completamente legale, profittevole e senza costi fissi che mangiano il margine.

Da noi lo street food sta crescendo, questo è innegabile, però il quadro normativo è un altro pianeta e le complicazioni si moltiplicano in fretta. Difficile immaginare in una grande città italiana una situazione simile con la stessa leggerezza, tra permessi, autorizzazioni sanitarie e vincoli sull’occupazione del suolo pubblico.

La pizza resta la pizza, anche in un fornetto

Il prodotto più famoso della cucina italiana nel mondo resta quello di sempre, una base lievitata fatta con farina, acqua, lievito e sale. La cottura ideale sarebbe quella a legna, ma anche un fornetto compatto come quello stipato nella Smart riesce a tirare fuori un risultato più che dignitoso.

Qualche dato aiuta a capire perché un’idea del genere funzioni proprio a New York. In Italia il consumo medio si aggira sui 7,6 o 7,8 chilogrammi a testa ogni anno, primato europeo. Gli americani però vanno oltre, con circa 13 chilogrammi pro capite l’anno, il valore più alto al mondo. Un mercato affamato, letteralmente, e con pochissime barriere all’ingresso per chi vuole provarci.

Bradley Alvelo ha intercettato tutto questo con una biposto elettrica, un generatore e un forno da poco più di mille dollari. La pizzeria su Smart continua a spostarsi da un quartiere all’altro della città, seguendo il flusso delle persone, e il suo proprietario oggi gestisce un’attività che potrebbe portarlo molto lontano.

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