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Pixel 11 ufficiale: Tensor G6 e il Fold che salta l’Italia

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Pixel 11 è ufficiale e la nuova famiglia di smartphone Google è stata presentata a New York nel corso di un evento dedicato, con i modelli base, Pro e Pro XL già ordinabili in preordine e l’arrivo nei negozi online e fisici fissato per il 20 agosto. Chi punta invece al pieghevole dovrà mettersi in viaggio, almeno virtualmente, perché Pixel 11 Pro Fold verrà venduto in Francia ma non in Italia. Una scelta che pesa, considerando quanto il segmento dei foldable stia scaldando i motori.

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Non è l’anno dello stravolgimento, va detto subito. La gamma cresce per accumulo, limando ciò che già funzionava e spingendo su tre fronti ben precisi: autonomia più generosa, comparto fotografico aggiornato e prestazioni superiori grazie al nuovo processore Tensor G6, pensato per gestire senza affanni le funzioni avanzate di intelligenza artificiale che ormai fanno da spina dorsale all’esperienza Pixel.

Design affinato e una barra fotografica più sottile

L’occhio, però, cade subito sul retro. La barra della fotocamera in vetro corre da bordo a bordo e su Pixel 11 perde il 40% dello spessore rispetto alla generazione precedente, un intervento che cambia la percezione del dispositivo in mano più di quanto suggerisca il numero. Il corpo è in metallo satinato, il retro in vetro lucido, e la palette proposta gioca su quattro varianti: verde pistacchio, rosa ibisco, viola glicine e nero ossidiana. Colori che confermano la linea seguita da Google negli ultimi anni, riconoscibile e mai troppo timida.

Il resto della scocca segue la stessa logica di continuità. Nessuna riprogettazione radicale, piuttosto una serie di ritocchi che rendono la famiglia Pixel 11 Pro e Pro XL immediatamente riconoscibile rispetto ai modelli usciti nel 2025, senza però tradire l’identità costruita fino a oggi. Chi arriva da un Pixel recente si troverà a casa quasi subito.

Tensor G6, autonomia e le scelte di mercato

Il cuore della proposta resta il chip. Tensor G6 è il pezzo su cui Google ha lavorato con più insistenza, perché è lui a dover reggere il peso delle funzioni di intelligenza artificiale integrate nel sistema, quelle che negli ultimi cicli sono diventate il vero argomento di vendita degli smartphone di Mountain View. Più potenza disponibile significa elaborazioni più rapide e una gestione migliore delle attività in background, con ricadute dirette anche sull’esperienza fotografica.

E poi c’è la batteria, capitolo su cui i possessori di Pixel hanno storicamente avuto qualcosa da dire. Su questa generazione l’autonomia migliora, così come il comparto fotografico, aggiornato per stare al passo con una concorrenza che nel frattempo non è rimasta ferma a guardare.

La questione della disponibilità merita un’ultima nota. Mentre Pixel 11, Pro e Pro XL sono già in preordine con consegna dal 20 agosto, il pieghevole resta fuori dal listino italiano. Chi lo vuole dovrà rivolgersi al mercato francese, con tutte le complicazioni che una situazione del genere porta con sé in termini di assistenza e garanzia. Una decisione commerciale che Google non ha spiegato nel dettaglio ma che ricalca, in parte, la prudenza già mostrata in passato con i modelli più di nicchia della sua gamma.

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