Vai al contenuto
Offerte

PC non si avvia: colpa di Windows o dell’hardware? Come capirlo?

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Quando il PC non si avvia la prima reazione è quasi sempre dare la colpa a Windows, ma il sistema operativo non è sempre il vero responsabile. Capire se si tratta di un problema hardware o di un intoppo software è possibile, e il primo indizio arriva osservando il momento esatto in cui il computer si blocca. Succede a molti: si va di corsa e la macchina si rifiuta di partire, poi seguono ore di ansia passate a ripercorrere mentalmente ogni possibile causa. A volte il colpevole è semplicemente Windows Update con i suoi soliti capricci, ma per arrivarci serve un minimo di metodo.

Fin dove arriva l’avvio

Prima ancora di chiedersi perché il computer non parte, conviene capire fin dove riesce ad arrivare prima di piantarsi. È questo il dettaglio che orienta la diagnosi verso l’hardware o verso il software. Non offre una certezza al 100% però indica la direzione giusta. Dire che un PC non si accende può significare cose molto diverse. Le ventole potrebbero non girare affatto, oppure partire e fermarsi dopo pochi istanti senza che la macchina superi mai il POST. In altri casi il logo della scheda madre compare regolarmente ma Windows non si carica mai.

La sequenza di avvio, semplificando, funziona così. Il computer si accende e la scheda madre inizializza i componenti ed esegue il POST (e qui un piccolo speaker dedicato può rivelarsi un acquisto sensato). Poi individua l’unità da cui avviarsi e solo a quel punto passa il controllo al sistema operativo. Se lo schermo resta nero prima che appaia il logo, se si accende un LED di avviso DRAM o VGA o se il computer entra in un ciclo infinito di POST, Windows non è il sospettato principale perché non ha nemmeno avuto modo di entrare in gioco. Gli indiziati diventano allora la RAM, la scheda video, la scheda madre o l’alimentatore. Quest’ultimo è molto probabile quando il PC non parte proprio e le ventole girano per qualche secondo prima di arrendersi.

Modalità provvisoria e strumenti di ripristino

Quando invece il computer supera il POST e comincia a dare segni di squilibrio proprio nel momento in cui subentra Windows, il quadro cambia parecchio. Un esempio tipico è il cerchio di caricamento che resta bloccato per oltre 10 minuti senza che nessun riavvio serva a qualcosa. Escludere l’hardware in una situazione simile è relativamente semplice, anche se la tensione di non riuscire a far partire la macchina rimane.

Qui entrano in scena l’ambiente di ripristino di Windows (WinRE) e la modalità provvisoria, preziosi perché permettono di verificare se il computer resta stabile senza caricare la consueta configurazione del sistema. La modalità provvisoria riduce la macchina a un insieme essenziale di driver e servizi, eliminando di fatto molti malfunzionamenti legati ai driver. WinRE dà accesso a strumenti come Ripristino all’avvio e Ripristino configurazione di sistema, oltre alla possibilità di disinstallare un aggiornamento recente. Nemmeno questo però garantisce al 100% che i componenti siano in salute, perché una RAM o un SSD che stanno cedendo possono comunque arrivare fin qui e poi bloccarsi.

Quando un aggiornamento smaschera un guasto

Anche se tutti gli indizi puntano verso Windows non è il caso di tirare subito un sospiro di sollievo. Un aggiornamento può infatti far emergere un difetto che già esisteva. Può sostituire driver, cambiare il modo in cui alcuni dispositivi vengono inizializzati, provocare più riavvii di fila e in generale far comportare il computer in modo leggermente diverso rispetto al giorno prima. Una RAM già un po’ instabile o un SSD con qualche acciacco possono manifestarsi proprio in questa fase. La coincidenza temporale quindi non va ignorata del tutto, ma nemmeno trattata come una prova su cui scavare per ore. Se il PC torna a funzionare va benissimo, basta tenere d’occhio eventuali problemi futuri.

Molti considerano la reinstallazione di Windows il rimedio infallibile per qualsiasi guaio. Può servire, certo, ma non dovrebbe essere la prima mossa al primo segnale di difficoltà. Prima di arrivarci bisogna accertarsi che il problema sia davvero il sistema operativo: avviare la modalità provvisoria e controllare che funzioni a dovere, disinstallare l’ultimo aggiornamento, tentare il Ripristino all’avvio, accendere il computer e verificare che l’hardware appaia stabile. Solo se la risposta è affermativa ha senso valutare una reinstallazione, da considerare come l’ultimo passaggio del percorso di diagnosi e non certo il primo.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
154 Condivisioni