Vai al contenuto
Offerte

Payday: Aces High, la rapina perfetta arriva in realtà virtuale

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Rapinare una banca resta una pessima idea nella vita reale, ma nel mondo dei videogiochi la fantasia del colpo perfetto continua a rendere parecchio, e Payday: Aces High lo dimostra bene. Il quarto capitolo della serie arriva in realtà virtuale e si è già fatto provare per un’ora, su Meta Quest 3, insieme agli sviluppatori. La saga compie quindici anni e finora contava tre episodi, quindi il salto verso un titolo pensato solo per la VR non è esattamente una mossa scontata.

Chi segue il franchise dal 2011, passando per il secondo capitolo del 2013 e per il supporto alla realtà virtuale aggiunto anni dopo a Payday 2, ritroverà qualcosa di familiare. La sensazione, durante la prova, è stata quella dei vecchi LAN party casalinghi, con quattro persone che si urlano addosso indicazioni contraddittorie mentre il piano va a rotoli. Un tipo di complicità che pochi giochi riescono ancora a costruire. Alla guida del progetto c’è Fast Travel Games, studio con parecchia esperienza nel settore, e la scelta sembra azzeccata.

Payday: Aces High, come funziona il colpo

La formula resta quella di sempre: si sceglie la missione, si pianifica la rapina, si esegue il piano e si esce con tutta la squadra intatta. Semplice sulla carta, molto meno quando arriva la polizia e la tensione sale. Payday: Aces High si stacca dalla linea temporale principale e introduce quattro personaggi inediti al posto della lunga lista di volti storici. Si veste il ruolo di uno degli Assi, cuori, quadri, fiori o picche, tutti impegnati in una vendetta contro il miliardario Warren Jupiter, l’uomo che qualche anno prima ha spedito la banda in galera.

Al lancio saranno disponibili sei missioni con difficoltà diverse e obiettivi variabili. Molti elementi vengono generati in modo casuale, così ogni partita cambia: il codice della sala sicurezza può comparire su un post it dentro un cassetto in una sessione e su una lavagna della sala relax in quella successiva. Anche l’approccio è libero. L’ideale è muoversi nell’ombra, perché la furtività garantisce sempre le ricompense migliori, ma nulla vieta di entrare sparando. L’unico dettaglio da tenere a mente è che le vie di fuga più comode restano aperte solo finché nessuno si accorge di nulla.

Meccaniche pensate per la realtà virtuale

Si parte con poco: una pistola, un fucile AMCAR-4 e tre compagni. Poi entra in gioco un albero delle abilità piuttosto ampio, con una sezione interamente dedicata ai potenziamenti di squadra e altre competenze che funzionano sia da sole sia in gruppo. La comunicazione conta, e studiare la mappa sul tavolo di pianificazione prima di ogni missione non è un passaggio facoltativo.

Qui la realtà virtuale mostra il suo valore. Gesti, sguardi, linguaggio del corpo: tutto contribuisce a rendere la preparazione del colpo credibile. In una delle tre missioni provate, un giocatore ha usato il rampino per salire sul tetto e infilarsi nella sala sicurezza grazie al codice trovato da un altro nella sala relax dei dipendenti. Sembrava una scena di Ocean’s Eleven, con i tempi giusti e la stessa soddisfazione finale.

Le interazioni pensate apposta per il visore convincono. Trapanare il caveau richiede una specie di prova di abilità per calibrare la punta sul materiale della porta, mentre aprire una cassaforte significa girare la manopola a destra e a sinistra fino alla combinazione corretta, trovata da qualche parte negli uffici. La rigiocabilità, considerando l’ampiezza dell’albero delle abilità e la quantità di equipaggiamento disponibile, va oltre le aspettative iniziali.

Oltre a Meta Quest 3, il gioco arriva su Steam VR con supporto ufficiale a Steam Frame e crossplay completo tra le piattaforme. La beta è partita il 20 agosto, mentre l’uscita vera e propria è attesa nei prossimi mesi.

Condividi:
28 Condivisioni