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Un aggiornamento Microsoft nato per rimettere in pari alcune installazioni di Microsoft 365 Apps rimaste indietro sta provocando grattacapi anche a chi usa versioni perpetue di Office. Le segnalazioni parlano soprattutto di attivazioni perse e, in certi casi, di programmi spariti del tutto dal computer. Al centro della vicenda c’è il pacchetto KB5002907, chiamato in causa da molte testimonianze apparse nei forum di supporto Microsoft e raccolte dalla stampa di settore.
Il punto delicato è che la documentazione ufficiale racconta un’altra storia. Lì il pacchetto viene descritto come un aggiornamento facoltativo rivolto alle installazioni di Microsoft 365 Apps obsolete e non come un intervento sulle licenze perpetue. Proprio per questa distanza tra quanto dichiarato e quanto riferito dagli utenti vale la pena separare con attenzione ciò che è verificato da ciò che arriva dalle esperienze sul campo.
Cosa fa davvero KB5002907 e perché crea problemi
Microsoft ha pensato KB5002907 per le installazioni di Microsoft 365 Apps che non ricevono aggiornamenti con regolarità. Il pacchetto passa da Windows Update, ma non fa parte degli aggiornamenti del sistema operativo e non si installa da solo. Viene proposto soltanto alle configurazioni che usano il Current Channel oppure il Monthly Enterprise Channel e che risultano ferme da oltre 90 giorni.
Le anomalie descritte però toccano anche copie perpetue di Office 2016 e Office 2019. Dopo l’intervento Word, Excel e altre applicazioni possono comparire come non attivate, oppure semplicemente non esserci più. Su Microsoft Q&A diversi utenti riferiscono il problema su più macchine e notano una coincidenza temporale con l’installazione del pacchetto. Si tratta comunque di racconti degli utenti e non di una conferma tecnica dell’azienda, che non ha attribuito ufficialmente ogni singolo caso a KB5002907.
C’è poi il capitolo delle configurazioni aziendali. Microsoft precisa che l’aggiornamento non modifica i dispositivi in cui gli aggiornamenti di Microsoft 365 Apps vengono gestiti tramite Group Policy o Cloud Update. Una distinzione tutt’altro che secondaria, perché impedisce di considerare automaticamente colpa del pacchetto qualsiasi problema di attivazione emerso in questi ambienti.
Come rimettere in piedi Office dopo l’anomalia
La strada da seguire cambia a seconda di cosa è rimasto sul computer. Se la suite è ancora installata ma risulta non attivata, Microsoft suggerisce di controllare la licenza e inserire di nuovo il codice prodotto legato all’acquisto. Le discussioni nei canali di assistenza confermano che questo passaggio può riportare l’attivazione dove era sparita, a patto di avere a portata di mano le credenziali o la chiave necessaria.
Quando invece le applicazioni sono scomparse, la documentazione indica di reinstallare l’edizione di Office acquistata in precedenza. Per chi ha comprato tramite il Workplace Discount Program esiste una procedura dedicata che permette di recuperare il prodotto e completare di nuovo l’installazione. Aver conservato la chiave originale o l’accesso all’account usato per l’acquisto diventa quindi decisivo, altrimenti un semplice ripristino rischia di trasformarsi in una nuova spesa.
La vicenda mette in luce anche un dettaglio spesso sottovalutato nella gestione della suite, cioè che il nome di un aggiornamento non basta a capire quali componenti tocchi davvero. Prima di reinstallare qualsiasi cosa è utile consultare la cronologia di Windows Update, individuare quale edizione di Office è presente sulla macchina e mettere da parte le informazioni di licenza. Un controllo del genere aiuta a non scambiare un problema di attivazione per una rimozione del software e consente di scegliere il percorso di recupero coerente con la licenza posseduta.
Fonte: TecnoAndroid








