Il film del momento si chiama Obsession e non c’è praticamente nessuno che non ne stia parlando, al punto da trasformare il suo regista nel grande talento che fino a ieri quasi nessuno aveva notato. La pellicola lascia però parecchie domande aperte e una sola certezza ben chiara: la storia non finirà bene per la protagonista. E qui si entra nel terreno minato degli spoiler, quindi attenzione a chi vuole arrivare vergine alla visione.
Nessuno ha davvero il diritto di liquidare con un’alzata di spalle un film costato EUR 657.837, ovvero circa 700.000 euro, soprattutto quando finora ne ha incassati 344 milioni, cioè qualcosa come 320 milioni di euro. Una cifra ridicola per il budget di partenza, paragonabile più o meno alla spesa del catering di una grossa produzione come Supergirl. Eppure Obsession non merita stroncature, anzi. È una piccola meraviglia che mescola horror, umorismo e una spruzzata di denuncia sociale con un equilibrio raro. Il risultato è di quelli che restano impressi.
No, non è amore: il significato del finale
In fondo Obsession è la vecchia storia della zampa di scimmia rivista e corretta dal 2026, dalla fantasia del regista e dallo sguardo della Generazione Z. E finisce esattamente come deve finire. Il protagonista, Bear, capisce di avere solo tre vie d’uscita per spezzare la maledizione: che qualcuno desideri la fine del suo stesso desiderio, togliersi la vita, oppure uccidere Nikki, come lei stessa gli ha chiesto. A suo merito va detto che tenta la prima strada, ma il suo amico Ian si intromette e desidera un milione di dollari per sé, solo per finire morto poco dopo, con la stessa ironia nera che ha sempre accompagnato le storie legate alla zampa di scimmia.
Così Bear sceglie di farla finita ingoiando delle pastiglie e muore tra le braccia della sua ragazza, Nikki, mettendo fine alla maledizione. Ma lasciandola nella peggiore situazione immaginabile: tre amici morti, il suo DNA sulla scena del crimine e nessuna spiegazione plausibile da dare alla polizia. Curry Barker, il regista, ha le idee chiarissime su cosa succederà dopo. A suo dire Nikki finirà quasi certamente in prigione, e per parecchio tempo. Difficile dargli torto.
Il finale alternativo girato all’ultimo momento
C’è un dettaglio curioso, però. Quello che si vede nei cinema non era il finale previsto. Nella sceneggiatura originale la chiusura era completamente diversa, in pieno stile Romeo e Giulietta, con Nikki che la faceva finita insieme a lui. Le parole di Curry Barker raccontano bene come sono andate le cose: il regista ha girato entrambe le versioni, quella che vediamo nel film e quella in cui lei si toglie la vita. Aveva registrato un mucchio di varianti del finale ufficiale, quello scritto sulla carta, quello che lo entusiasmava davvero. Poi, quasi per scrupolo, ha deciso di provarne un’altra in cui Nikki sopravvive, una sola ripresa, tanto per togliersi il pensiero prima di andare avanti.
Ed è stato proprio lì che è scattata la magia. Quel finale nato quasi come uno scarto, girato in fretta e quasi controvoglia, è diventato quello che ha conquistato il pubblico e che oggi tutti commentano. La versione che il regista preferiva è rimasta nel cassetto, sostituita da un’idea last minute che nessuno, a partire da lui stesso, aveva messo in conto.