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Fibra e data center AI: gli hyperscaler vietano le diramazioni rurali

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La corsa alla fibra ottica legata ai data center per l’intelligenza artificiale doveva portare connettività veloce anche nell’America rurale, e per mesi è stato uno degli argomenti più usati per giustificare cantieri enormi in mezzo al nulla. Ora però emerge un dettaglio piuttosto scomodo, perché alcuni hyperscaler stanno mettendo per iscritto il divieto di collegare i paesi che si trovano lungo il tracciato delle dorsali. Niente diramazioni, niente giunzioni, niente banda larga per chi sta a bordo strada.

Il meccanismo è semplice da capire anche per chi non mastica telecomunicazioni. Quando si posa un cavo interurbano, chi lo gestisce può creare una sorta di uscita laterale, una giunzione che porta il segnale dentro una comunità vicina. È l’occasione classica per dare fibra a zone che altrimenti non la vedrebbero mai, perché il costo del collegamento principale è già stato sostenuto da qualcun altro. Secondo quanto raccolto in ambienti del settore durante l’evento Mountain Connect andato in scena a Denver, alcuni committenti stanno inserendo clausole contrattuali con gli operatori di rete che vietano esattamente questo tipo di operazione.

Fibra e data center AI: perché gli hyperscaler frenano sulle diramazioni rurali

La motivazione tecnica esiste e non è campata in aria. Ogni giunzione su un cavo è un punto in più che può guastarsi, e chi muove traffico di addestramento per modelli di intelligenza artificiale non ha alcuna voglia di moltiplicare i possibili guasti su una dorsale critica. Da qui la scelta di tenere il percorso il più pulito possibile. Il problema è che il divieto, in alcuni casi, si estende anche ai cosiddetti condotti ombra, quelle tubazioni vuote posate insieme al cavo principale che in futuro permetterebbero di far passare altra fibra senza riaprire scavi. Vietarli significa chiudere la porta non solo oggi ma anche per gli anni a venire.

Il tempismo, poi, è quello che è. I progetti legati all’intelligenza artificiale stanno già raccogliendo un’ostilità crescente da parte delle comunità locali, preoccupate per l’aumento delle bollette e per il consumo d’acqua degli impianti. In uno scenario così teso, la mossa più logica sarebbe offrire qualcosa in cambio. È la strada scelta da SpaceXAI, che propone sconti fino al 50 percento sui piani Starlink insieme al noleggio gratuito dell’hardware per i residenti idonei che vivono vicino ai data center Colossus AI di Memphis, in Tennessee, e di Southaven, in Mississippi. Un contentino, certo, ma almeno visibile.

La rete di dark fiber di NVIDIA e la smentita di Zayo

Sul fronte opposto arriva una precisazione netta. Zayo, che sta aggiungendo oltre 8.000 miglia di nuovi cavi in fibra ottica e che ha NVIDIA come tenant di riferimento, ha smentito con decisione l’esistenza di clausole di questo tipo nei propri contratti, sostenendo al contrario di cercare attivamente occasioni per portare la fibra nei centri abitati più piccoli lungo i propri percorsi.

Nel frattempo la stessa NVIDIA continua ad accumulare capacità. L’azienda sta acquistando dark fiber a lunga percorrenza in tutti gli Stati Uniti, con conteggi che arrivano fino a 100 coppie di fibre. Numeri che, tradotti in banda, fanno una certa impressione. Ipotizzando una velocità di trasmissione di 800 Gbps per canale, un sistema DWDM capace di dividere una singola fibra in 96 canali e appunto 100 coppie disponibili, la capacità complessiva della rete arriva a 7,68 milioni di Gigabit al secondo, ovvero circa 7,6 Petabit al secondo.

Resta il paradosso di fondo, con dorsali da capacità stratosferica che attraversano paesi dove la connessione fissa continua a non arrivare, e contratti che in alcuni casi impediscono espressamente di rimediare.

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