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NVIDIA Shield TV Pro sale a 300 euro: pesa la crisi delle memorie

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Chi aveva messo gli occhi su NVIDIA Shield TV Pro farà bene a ricontrollare il portafoglio. A sette anni dal lancio degli ultimi modelli, il colosso americano ha annunciato un aumento di prezzo piuttosto drastico per il suo lettore multimediale da salotto, e non ha girato troppo intorno alle motivazioni. A pesare è la crisi dei chip di memoria scatenata dalla corsa globale all’intelligenza artificiale, che sta facendo lievitare i costi dei componenti in tutto il settore.

Nella vicenda c’è una buona dose di ironia, impossibile non notarla. NVIDIA è infatti tra le società che stanno guadagnando di più proprio da questo fenomeno, visto che produce le GPU più veloci, prestanti e desiderate da chi vuole costruire datacenter dedicati all’AI. La stessa ondata che gonfia i conti dell’azienda finisce così per abbattersi anche su un prodotto che con quel mondo, almeno sulla carta, avrebbe ben poco da spartire. Il percorso del marchio nel campo dei set top box si arricchisce quindi di un nuovo capitolo, e non è esattamente il più felice.

Quanto costa adesso Shield TV Pro e perché è difficile trovarla

I numeri non lasciano molto spazio alle interpretazioni. Negli Stati Uniti lo streamer sale da circa 170 euro a circa 255 euro al cambio attuale, un ritocco che salta subito all’occhio. In Italia il listino di Shield TV Pro passa invece da 220 a 300 euro, con un rincaro di 80 euro che di certo non passa inosservato per un dispositivo di questa categoria.

C’è poi un altro aspetto da considerare, forse ancora più frustrante per chi pensava di acquistarla. Dalle nostre parti trovare il decoder di NVIDIA in questa fase è parecchio complicato. Il sito ufficiale dell’azienda lo segnala come esaurito e nessuno dei rivenditori online più noti, come Amazon o Mediaworld, lo ha attualmente a listino. Il nuovo prezzo esiste quindi più sulla carta che nella pratica, almeno per il momento.

Hardware fermo a sette anni fa ma ancora competitivo

Chi si aspettava qualche novità tecnica a giustificare il rincaro resterà deluso. Sul fronte dell’hardware non è cambiato assolutamente nulla rispetto a sette anni fa. Nessuna revisione e nessuna modifica di alcun tipo, il dispositivo venduto oggi è esattamente lo stesso arrivato sul mercato all’epoca del lancio.

Va detto però che, a sentire chi la possiede, di grandi cambiamenti non ci sarebbe nemmeno tanto bisogno. Le prestazioni restano ottime nonostante l’età e tutte le funzioni avanzate sono ancora lì al loro posto. Anche il supporto software continua ad andare avanti, seppure in modo piuttosto sporadico. Ma del resto ricevere aggiornamenti mensili su un apparecchio collegato al televisore non è propriamente un’esigenza sentita dalla maggior parte degli utenti, che chiedono soprattutto stabilità e fluidità nell’uso quotidiano.

L’unico punto debole che comincia a farsi notare riguarda la mancanza del supporto alla decodifica hardware del codec AV1. Per gli utenti più esigenti questa assenza inizia a stare un po’ stretta, anche se oggettivamente si tratta più di uno sfizio che di una reale necessità. Allo stato attuale, infatti, non averlo non comporta rinunce concrete nell’utilizzo di tutti i giorni.

Fonte: TecnoAndroid

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