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Nvidia e AMD hanno messo sul tavolo circa 3,5 miliardi di euro per legarsi ancora di più a Meta, con due accordi distinti che ruotano entrambi attorno all’intelligenza artificiale. I due produttori di chip puntano a consolidare la propria posizione in un mercato dove la fame di potenza di calcolo e di infrastrutture specializzate cresce senza sosta. L’altra faccia della medaglia riguarda chi compra componenti per il proprio PC, visto che la corsa al rialzo dei prezzi dell’hardware non accenna a fermarsi.
Cosa prevedono gli accordi con Meta
La parte più consistente arriva da Nvidia, che investirà nella società di Mark Zuckerberg circa 2,6 miliardi di euro, allargando una collaborazione tecnologica già solida. L’intesa tocca diversi fronti, tra cui la famiglia di modelli Muse sviluppata da Meta e l’adozione di altre soluzioni hardware firmate dal colosso di Santa Clara. Meta amplierà infatti l’uso delle piattaforme Vera Rubin e delle CPU Vera, e in più sfrutterà le tecnologie di rete Spectrum X Ethernet insieme alle unità di elaborazione dati BlueField 4 DPU. Non finisce qui, perché le due aziende stanno valutando ulteriori collaborazioni. Sul tavolo c’è Nvidia OpenShell Reference Architecture, pensata per rendere più sicuri gli agenti di intelligenza artificiale, e c’è anche Nvidia Sentry, uno strumento dedicato al monitoraggio e all’elaborazione di dati strutturati, non strutturati e organizzati in grafi.
Appena un giorno dopo l’annuncio di Nvidia è arrivato quello di AMD. In questo caso la collaborazione abbraccia CPU, GPU, sistemi di rete, software e altri elementi necessari a sostenere l’infrastruttura di Meta dedicata all’IA. La soluzione Helios, progettata da AMD per sistemi rack su larga scala, verrà impiegata per far girare i modelli e i servizi più avanzati del gruppo. Anche qui c’è un investimento diretto nell’azienda, pari a circa 900 milioni di euro.
Un intreccio sempre più stretto (e rischioso)
Quello che emerge è un sistema in cui i soldi investiti viaggiano di pari passo con gli acquisti di hardware e servizi. Meta si assicura infrastrutture sempre più potenti, mentre Nvidia e AMD blindano il rapporto con uno dei clienti più importanti dell’intero comparto. Un meccanismo del genere alimenta la crescita del mercato dell’intelligenza artificiale ma allo stesso tempo espone sempre di più tutte le aziende coinvolte. Il tema pesa ancora di più se si guardano le dimensioni raggiunte dal settore. Nvidia è stata la prima società al mondo a toccare una capitalizzazione di circa 4.300 miliardi di euro e gli investimenti nell’IA continuano a salire. C’è chi la descrive come la più grande scommessa economica nella storia degli Stati Uniti, con una spesa in infrastrutture che, rapportata agli investimenti annuali, supera quella legata a grandi trasformazioni del passato come le ferrovie e le autostrade.
I dubbi sulla tenuta di questa corsa però non mancano. Il mercato ha già dato segnali di instabilità, complici ricavi più bassi delle attese a fronte di costi che continuano a lievitare. E intanto la domanda di componenti per i data center sta spingendo verso l’alto i prezzi dell’hardware in generale, frenando gli acquisti dei consumatori.
Le conseguenze per i giocatori
Per chi gioca l’espansione dell’IA non è solo una faccenda di borsa o di tecnologia. Finché i grandi operatori continueranno ad assorbire una fetta importante della capacità produttiva disponibile, il mercato consumer resterà con il fiato corto e i prezzi delle componenti difficilmente torneranno a livelli più abbordabili. Un calo della domanda potrebbe aiutare a far scendere i listini, ma gli effetti di un’eventuale crisi del comparto sarebbero tutt’altro che semplici da prevedere, considerando quanto l’economia globale sia ormai legata agli investimenti nell’intelligenza artificiale. Lo sanno bene i 60.000 dipendenti di Microsoft in via di licenziamento.
Fonte: TecnoAndroid


